Il ministero cestina le "multe lumaca"

Un intervento del Viminale apre lo scontro: per la Lega le sanzioni sono da buttare. Il Comune tira dritto

Il ministero cestina le "multe lumaca"

Questione di interpretazioni. Se per la Lega Nord la nota del ministero dell'Interno sui tempi di notifica delle multe scattate con autovelox dà torto al Comune, per Palazzo Marino conferma la propria posizione. Tutto sta nel come si interpreta la risposta del Viminale.

I fatti: il 6 agosto il Comune chiede alla Prefettura un parere circa l'interpretazione della norma che impone il limite massimo dei 90 giorni per la notifica della multa. I 90 giorni vanno calcolati dalla data dell'infrazione o dal giorno in cui gli operatori visionano i fotogrammi e controllano targa e proprietario della vettura? La prefettura gira il quesito al Ministero dell'Interno, che ribadisce «il dies a quo (il giorno a partire dal quale) per la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quello della commessa violazione». In ballo i ricorsi al Prefetto e al Giudice di Pace presentati da chi si è visto recapitare la multe scattate dai 7 nuovi autovelox dopo i 90 giorni, in alcuni casi, anche dopo 5 mesi avere commesso l'infrazione.

Fin qui tutto chiaro, la questione interpretativa riguarda le ragioni per cui il Comune ha sforato il tetto massimo. «Appare indubbio che le ragioni che possono legittimare gli enti cui appartengono gli organi accertatori a superare tali limiti non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne». Così se per la Lega alla base dei ritardi degli uffici sta nella scarsità di risorse impiegate, per Palazzo Marino sarebbero da ricercare in fattori esterni ovvero in un errore di previsione delle multe che i 7 autovelox avrebbero scattato. In sostanza per organizzare la squadra dedicata alla verbalizzazione delle multe per eccesso di velocità l'assessorato guidato da Marco Granelli si sarebbe basato sulle multe scattate in Monte Ceneri. Peccato che i 7 autovelox ne abbiano comminate 100 volte di più. Tradotto: in sei mesi i 7 occhi elettronici (vedi mappa) hanno comminato 740.055 sanzioni contro le 7695 staccate in un anno in Monte Ceneri. «Il fattore esterno - sostiene il Comune - è il numero imprevedibilmente alto di automobilisti che da marzo hanno superato i limiti di velocità nelle 7 strade».

«Il ministero boccia l'idea di Pisapia - attacca il capogruppo lumbard Alessandro Morelli - di fare arrivare la multa oltre i termini e dice che non si può consegnarla dopo 90 giorni, mentre a Milano arrivano anche dopo 5 mesi. Faremo interrogazioni per sapere a cosa servono queste multe se non a fare cassa, ma soprattutto aiuteremo chi vuole fare ricorso, fornendo moduli tipo ai cittadini». Inoltre «chiederemo agli avvocati di verificare se c'è danno erariale e per questo chiediamo all'amministrazione che interrompa immediatamente l'iter di tutte le multe non ancora pagate, invia di autotutela». Anche Fabrizio de Pasquale, consigliere comunale di Fi chiede al Comune di bloccare le notifiche.

Opposta anche nel merito l'interpretazione dell'amministrazione: «Nella circolare individuo gli elementi che confermano la nostra scelta - afferma Marco Granelli - Il riferimento è l'articolo 201 comma 1 del Codice della Strada».

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