«Le nozze gay in Comune? Non s'hanno da fare»

Il centrodestra contesta la proposta di Majorino: «Sparata da primarie» Via libera (con riserva) del sindaco al convegno della Lega sulla famiglia

«Le nozze gay in Comune? Non s'hanno da fare»

Una «carnevalata offensiva per quelle stesse coppie omosessuali che si affanna a difendere in cerca di qualche consenso in più». Il giudizio del coordinatore provinciale di Ncd Nicolà Mardegan è tranchant. La proposta dell'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino - già lanciato verso le primarie del centrosinistra per le Comunali 2016 - di individuare luoghi pubblici dove celebrare le unioni civili di chi si iscrive al Registro istituito a Milano dal 2012, ha ottenuto un coro di polemiche dal centrodestra. Oltre alla perplessità di Arcigay sul rischio che un'iniziativa di questo genere, in assenza di una legge nazionale sui matrimoni omo, possa confondere i piani e far passare la cerimonia per ciò che non è. É noto a tutti, ricorda Mardegan, che «il Comune non ha alcun potere legislativo, quindi non si capisce che valore abbia questa proposta se non essere l'ennesimo tentativo di ridicolizzare un tema come quello dei diritti civili. Oltre ad essere offensiva e inutile, conferma peraltro lo spregio di Palazzo Marino nei confronti della prefettura, che era già dovuta intervenire contro la trascrizione delle nozze gay celebrate all'estero da parte del sindaco Giuliano Pisapia». Il caso, presente Majorino in aula, ha occupato ieri anche parte del tempo riservato agli interventi liberi in Consiglio. Per il capogruppo di Forza Italia Pietro Tatarella è «una proposta che non cambia i diritti delle coppie ma serve solo alle velleità personali di Majorino come candidato sindaco, nulla di nuovo rispetto a questa giunta: tanto fumo e nessun risultato oggettivo». Anche il consigliere Fi Fabrizio De Pasquale accusa l'assessore di «concentrarsi ormai sulla propria campagna invece che sui problemi della città. Gli sfrattati rimangono senza casa (ieri nelle stesse ore c'è stata un'affollata protesta di inquilini e sindacati davanti a Palazzo Marino, ndr.) e lui pensa ai locali per le nozze gay, che il prefetto non consente». É «solo una sparata pre-elettorale - anche per il consigliere Fdi Riccardo De Corato -. Del resto i numeri delle iscrizioni al Registro delle unioni civili dimostrano già lo scarso interesse delle coppie gay che avrebbero dovuto precipitarsi a sposarsi: sono state solo 229 in quasi tre anni». Difende il provvedimento la Pd Paola Bocci che ricorda anzi in aula, allo stesso assessore, di aver proposto per prima a febbraio con una mozione di creare sale per le cerimonie, «un'amministrazione deve saper ascoltare le istanze dei cittadini».

Sofferto, ma ieri è arrivato invece il via libera del sindaco al convegno in sala Alessi sulla «Famiglia, fondamento della società» organizzato per sabato prossimo dalla Lega. Il niet era arrivato tramite il Capo di Gabinetto Maurizio Baruffi per la partecipazione di relatori ritenuti omofobi. Ma dopo due voti favorevoli dell'Ufficio di presidenza, il sindaco ha dovuto fare buon viso. Ha ribadito però per iscritto le «preoccupazioni» rispetto a possibili affermazioni «omofobiche e discriminatorie».

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