Ora è allarme per le aziende Tre su dieci vittime del pizzo

Pisapia promette 700 telecamere ma un imprenditore su tre vorrebbe un'arma E il 12 per cento dei proprietari di attività dichiara di aver ricevuto minacce

Dodici imprenditori su 100 hanno ricevuto minacce o intimidazioni. E cioè danni materiali, visite inquietanti o telefonate minatorie. A tre imprenditori minacciati su dieci sono arrivate anche richieste di denaro o nerci. In due parole: pizzo e estorsione. Forse questo aiuta a capire perché il 30% si dica favorevole a possedere un'arma da fuoco per difendersi. Tutto ciò accade a Milano e provincia. La zona più colpita è l'area Nord e il luogo più critico Niguarda. La media del pizzo è mille euro. E chi riceve richieste di pizzo, spesso non lo denuncia. A testimoniare la situazione i dati dell'indagine «Insieme per la sicurezza», presentati in occasione della Giornata della Confcommercio «Legalità, mi piace». Il censimento è stato elaborato dall'Università di Milano Bicocca con Cesdes. Commenta Nando Dalla Chiesa, presidente del Comitato antimafia: «Milano è una piazza forte per i mafiosi anche perché ha sempre agito come se la criminalità organizzata non ci fosse. Manca il senso del pericolo collettivo, che invece esiste. Ma anche se da pochissimo, c'è una reazione della società civile».

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