Pereira va all'attacco: la Scala sapeva tutto

Pereira va all'attacco: la Scala sapeva tutto

Alexander Pereira lotterà fino in fondo per dimostrare che ha agito tutelando gli interessi della Scala dove sarà sovrintendente dal prossimo settembre. Ieri ha inviato al sindaco Giuliano Pisapia la bozza della relazione chiesta dal Ministero dei Beni culturali spiegando come sono andate le cose. Sintesi della vicenda. Si grida allo scandalo poichè Pereira avrebbe acquistato per la Scala i migliori spettacoli del festival che dirige, quello di Salisburgo, la Ferrari del settore. S'è scatenata una bufera, lo si accusa di conflitto di interessi, anche se i sovrintendenti in giro per il mondo si chiedono dove stia il problema. Nei salotti milanesi, per la verità, circola il termine complotto ai danni di un manager che ha fiuto nello scegliere artisti e abilità nel procacciare sponsor. Lo si vorrebbe fuori dai giochi ancor prima di vederlo in azione. Roberto Maroni chiede la testa di Pereira qualora non dia sufficienti giustificazioni sul fatto: «Il nostro rappresentante nel Cda della Scala ha già chiesto chiarimenti circa il comportamento del sovrintendente. Se non arriveranno, o se non saranno convincenti, non credo che Pereira possa continuare a ricoprire quel ruolo» ha tuonato il governatore. L'assessore alle culture della Regione, Cappellini, auspica le dimissioni del manager («spero che si metta al suo posto una figura più virtuosa e all'altezza della situazione, possibilmente di casa nostra»). I laboratori della Scala temono di essere esautorati. I sindacati si agitano, ma questo è fisiologico. Insomma, via con un gran melodramma.
Pereira, per la verità, è stato individuato in giugno, nominato a fine ottobre, al momento ricopre il ruolo di consulente senza poteri di firma, tuttavia gli si chiede di impostare le stagioni della Scala: e quella dell'Expo, spiega Pereira, è pronta per il 60 per cento, quindi bisogna correre. Correre vuol anche dire andare a pescare nei mari che si conoscono, per avere prodotti di qualità in tempi brevi e a costi vantaggiosi. Si parla di conflitto di interessi, ma il nome Salisburgo era già stato fatto nei precedenti Cda. Forse a inquietare è il numero degli allestimenti: sette.
E ancora. Pereira non può firmare contratti con artisti, al posto suo lo ha comunque fatto Lissner, attuale sovrintendente, che ha apposto la firma su un centinaio di contratti stipulati con cantanti, registi, direttori. E ragionevolmente, come ha ricordato il presidente della Provincia Guido Podestà, quando scritturi una squadra compatta di artisti è ovvio che compri anche lo spettacolo che l'ha vista impegnata. Pereira ha dunque sottoscritto solo lettere di intenti che però, fuori dall'Italia, valgono come contratti.
Insomma, sostiene Pereira, tutto alla luce del sole. Le stagioni vanno allestite, e un manager deve pur muoversi soprattutto quando per la stagione del 2016 c'è un solo titolo programmato. Pereira spiega che renderà la Scala ancora più produttiva, sulla scia dunque di Lissner. Assicura che aumenterà il numero dei itoli prodotti in Scala, ma allo stesso tempo deve poter comprare da fuori 20 spettacoli da distribuire per i prossimi 3 anni. Produrrà di più e dunque costerà di più. Ma ha già provveduto ad aumentare il numero degli sponsor, anzitutto stranieri.

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