Pioggia di stelle sui Cerea Rota "brilla" tra gli chef

La nota famiglia ha incassato diversi riconoscimenti, pure in Lombardia. Ora anche Da Vittorio (St. Moritz)

Per fortuna nel mondo non si parla di Milano e Lombardia soltanto in relazione all'emergenza sanitaria.

È di questi giorni la notizia che l'edizione elvetica 2020 della Guida Michelin - la guida per antonomasia, sulla quale ogni ristoratore sogna di essere citato almeno una volta nella vita - assegna due stelle al ristorante Da Vittorio St. Moritz, aperto nel 2012 all'interno dell'Hotel Carlton. Due stelle che si aggiungono all'invidiabile collezione della famiglia Cerea: tre stelle a Brusaporto, vicino a Bergamo, magnifico ristorante con resort di lusso, lo stellato con i maggiori incassi in Italia; una stella in Cina, a Shanghai, nel ristorante aperto meno di un anno fa. Ma più che le stelle - meritatissime, ottenute con un lavoro attento ai dettagli e alla qualità - la famiglia Cerea ha un posto d'onore nel mondo della ristorazione per il volume d'affari, costruito intorno al catering e alle collaborazioni. A Milano rientra nella regia del gruppo bergamasco il ristorante Terrazza Gallia, che affaccia sulla stazione Centrale, dove i Cerea hanno messo all'opera i giovani fratelli Lebano. Anche la Villa Reale di Monza, che negli ultimi anni ha ospitato deludenti tentativi per renderla meta gourmet, ha aperto ai Cerea, con il bistrot gastronomico e uno spazio eventi.

A Sankt Moritz, perla turistica dei Grigioni, molto frequentata dai milanesi altospendenti, la seconda stella (la prima era stata conquistata nel 2014, due anni dopo l'apertura) premia il lavoro dello chef Paolo Rota, della brigata, del maître Giulio Bernardi e del sommelier Giorgio Spartà. Abbiamo chiesto alla famiglia - la signora Bruna Cerea e i cinque figli: Enrico (detto Chicco) e Roberto (detto Bobo), entrambi chef; Francesco, responsabile della ristorazione esterna e delle pubbliche relazioni; Rossella responsabile dell'ospitalità; Barbara, che dirige Cavour 1880, caffè pasticceria di Bergamo Alta - di commentare il successo svizzero. «Siamo onorati», rispondono all'unisono, «del riconoscimento da parte della Michelin elvetica. Conferma la bontà della nostra proposta gastronomica e arriva in un momento difficile per l'Italia, anche per la ristorazione e l'hôtellerie. Noi non ci perdiamo d'animo. La seconda stella in Svizzera è un segnale importante per la tradizione culinaria del nostro Paese che, anche all'estero, gode di ottima salute. Speriamo che questo spirito possa presto tornare a respirarsi in tutta Italia». E Francesco Cerea, coordinatore del progetto a Sankt Moritz, ricorda come il successo sia dovuto anche alla «speciale alchimia tra la squadra di Paolo Rota e il general manager del Carlton, Philippe Clarinval».

Ecco, se c'è qualcosa da imparare dall'ennesimo successo dei Cerea, è la forza della famiglia. Paolo Rota, che cominciò a lavorare con i Cerea nel 1990, a 24 anni, e ha fatto esperienze all'estero in «missione speciale» per conto del brand, ha sposato Rossella, ed è quindi cognato dei fratelli più famosi della ristorazione italiana. L'armonica divisione dei compiti tra fratelli e sorelle, sotto l'attenta sorveglianza di mamma Bruna, chiude il cerchio: i Cerea sanno fare squadra, e vincere. Il fondatore Vittorio, scomparso nel 2005, quando era stata inaugurata da poco la sede del ristorante a Brusaporto (prima apriva a Bergamo fin dal 1966, unico ristorante di pesce della città), può essere orgoglioso dei suoi figli: hanno preso da lui la dedizione tutta lombarda del lavoro ben fatto, e Dio sa quanto oggi - in questi tempi di allarmi - sia una cosa preziosa, che vale ben oltre le stelle splendenti sulle nevi alpine.

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