Cronaca locale

Il presidente di Zona 7 assediato sotto casa «Da amici della sinistra»

Insulti e minacce dei centri sociali a Bestetti Tatarella (Fi): «Sono interlocutori di Sala»

Alberto Giannoni

«Saremo il tuo peggior incubo». Sono un incubo per Milano in realtà, i centri sociali che venerdì sera, dopo un corteo «contro gli sgomberi», hanno assediato la casa di Marco Bestetti (Forza Italia). Il presidente del Municipio 7 ha subito denunciato l'incredibile episodio, le minacce e gli insulti, e domani presenterà un esposto. Intanto ha rivelato l'aggressione in rete, dove ha ricevuto a getto continuo messaggi di solidarietà e incoraggiamento. «Sia chiaro a questi infami che non mi farò intimorire dai loro metodi mafiosi - ha commentato - ma anzi moltiplicherò i miei sforzi per bonificare Milano dalla loro nauseabonda presenza. Non arretriamo di un centimetro. E, come sempre, andiamo avanti».

La «bonifica» di cui Bestetti parla è il ripristino di condizioni normali di legalità che oggi a Milano non sembrano scontate, soprattutto in periferia. I centri sociali occupano abusivamente spazi pubblici e privati e a volte partecipano come «agenti immobiliari» al racket delle occupazioni. È contro questo scempio che Bestetti sta lavorando dal giorno della sua elezione un anno fa. Ed è questo che i centri sociali gli rimproverano, tanto da vendicarsi fino a minacciarlo personalmente. Pochi giorni fa il presidente aveva celebrato la liberazione dell'impianto sportivo di via Fratelli Zoia che il centro sociale Soy Mendel aveva occupato abusivamente sottraendolo alla città, ai ragazzi, agli sportivi. Gli abusivi sono stati sgomberati ad agosto ed è per questo che venerdì sera hanno deciso di scendere in piazza: per protestare contro chi le regole vuol farle rispettare a beneficio dei cittadini normali. Un bel paradosso per frange che si proclamano di sinistra e antifasciste. «Fingono di combattere il fascismo usando gli stessi metodi intolleranti - riflette Bestetti - E la cosa incredibile è che nessuno fa niente. Tutti sanno chi sono, dove si trovano e quali metodi usano. E allora perché - domanda - si tollerano queste sacche di impunità, le stesse viste all'inaugurazione di Expo? Questo significa che in questa città basta essere violenti per garantirsi l'impunità? Visto che stanno alzando il tiro e oltre a fare gli affari loro minacciano le istituzioni - conclude Bestetti - prima che di intervenire aspettiamo qualcosa di più grave?».

Il sindaco e la giunta non sono intervenuti pubblicamente sul caso.

E anzi, dalle parole del consigliere comunale azzurro Pietro Tatarella si deduce che in Comune qualcuno abbia a cuore la loro situazione logistica: «Sono - ha scritto l'ex capogruppo di Fi parlando del Soy Mendel - gli stessi che stanno parlando con l'amministrazione comunale per uno spazio vicino alla biblioteca. Così giusto per capire chi sono gli interlocutori di Sala». E l'ex vicesindaco Riccardo De Corato attacca: «Dovrebbero vergognarsi Sala e Majorino che sono i loro supporter».

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