Primo giorno per asili e nidi. Qualche liceo apre in anticipo

In classe i più piccoli: triage in ingresso e vie "car free". Qualche istituto superiore apre alle prime "per prova"

È suonata ieri la campanella per i più piccoli: bimbi di nidi e materne sono tornati ieri in classe con una settimana di ritardo rispetto al solito. In classe anche gli studenti di alcuni licei che hanno cominciato le lezioni vere e proprie, mentre il 1 settembre l'avvio è stato solo per chi aveva materie da recuperare. Lunedì toccherà a primarie e secondarie di primo e secondo grado.

Triage obbligatorio in ingresso di tutti gli asili, con misurazione della temperatura a bambini e accompagnatori, mentre alle famiglie è stato chiesto di firmare un patto di corresponsabilità. Ad accogliere i piccoli le educatrici «bardate» con visiera trasparente, mascherina e camici monouso. Garantito il pasto che a, differenza dei centri estivi, è stato servito come al solito dalle scodellatrici di Milano Ristorazione. A essere modificato, come aveva annunciato l'assessore all'Educazione Laura Galimberti, in parte il menù, per esempio sono state eliminate le zuppe.

L'assessore ha voluto partecipare di persona alla riapertura di nidi e materne accogliendo le famiglie all'asilo di via Stratos. Presente la «Bollinatura» sull'asfalto, per il mantenimento delle distanze all'ingresso in oltre 30 scuole, mentre in alcune vie è stato interdetto il traffico alle auto, per favorire le operazioni di ingresso ed evitare gli assembramenti. «Credo che siamo l'unica grande città d'Italia a riprendere oggi. Ci sono state mille cose da organizzare, abbiamo stabilito percorsi differenziati e degli spazi riservati alle sezioni e non ci saranno attività di intersezione per i bambini», ha spiegato Galimberti. «Daremo una grande attenzione all'igiene a partire dalla sanificazione e alla pulizia dei giocattoli più volte al giorno», ha aggiunto l'assessore spiegando poi che «tutta l'organizzazione è stata immaginata per gruppi di lavoro e sezioni separate, quindi chiuderà eventualmente solo la sezione, se c'è il contagio in atto. Se c'è solo il sospetto, invece, il bambino verrà isolato, come previsto, in attesa dei genitori che faranno tutti i controlli con il medico di famiglia». Galimberti ha precisato che «la febbre è un sintomo che deve essere considerato, così come la tosse insistente. A casa i genitori dovranno essere responsabili della salute dei bimbi».

Alcuni licei e istituti tecnici hanno riaperto ieri, in anticipo rispetto alla riapertura generale di lunedì come il Moreschi, lo scientifico Vittorio Veneto e il classico Carducci con modalità diverse a seconda delle decisioni del consiglio di istituto e degli spazi a disposizione: c'è chi ha privilegiato la didattica in presenza, chi ha dato la priorità alle classi prime e quinte, chi ha diviso le classi in alternanza tra didattica in presenza e a casa. Il Carducci, per esempio, ha aperto agli studenti del primo anno, dieci classi ognuna da 27 studenti, per una settimana di prova. Andrea Di Mario, dirigente scolastico racconta: «Temevo un assenteismo maggiore e invece ci sono quasi tutti e molte classi sono al completo». Anche i professori «hanno reagito bene e sono tranquilli. Siamo tutti un po' circospetti e stiamo imparando a muoverci, a prendere le misure con queste abitudini e questa situazioni».

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