Quei nove musei nascosti nel Castello

Il Castello di Milano ce la sta mettendo tutta per togliersi di dosso quell'aria un po' polverosa del passato e per diventare uno dei monumenti più apprezzati dai turisti. Positiva in questo senso la riqualificazione interna: più efficaci le indicazioni e i pannelli informativi, più curate le corti interne. È finalmente stata aperta un'elegante caffetteria che si affaccia sulla corte ducale e che favorisce la sosta prolungata dei turisti. Lo Sforzesco non chiude per ferie ma propone un'offerta culturale piuttosto consistente. In tanti non lo sanno ma con il biglietto unico di soli 5 euro si possono visitare ben nove musei nel Castello: quello d'Arte Antica, l'armeria, il museo dei Mobili e delle sculture lignee, la Pinacoteca, il museo delle Arti decorative, la sezione di preistoria e quella egizia del museo Archeologico e l'affascinante museo degli Strumenti Musicali, secondo solo a quello di Napoli per il numero e il valore degli oggetti esposti.

La maggior parte del pubblico punta dritto alla Pinacoteca, e del resto i pezzi di valore non mancano: come la «Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Girolamo» di Andrea Mantegna, una vasta composizione pittorica del raffinato artista che operò alla corte dei Gonzaga alla fine del Quattrocento. Tra le tappe da non perdere nel tour del Castello c'è la meno nota ma notevole Sala della Balla: è qui che è esposto il cosiddetto ciclo degli Arazzi Trivulzio. Si tratta di una dozzina di arazzi, uno per ogni mese, commissionato da Gian Giacomo Trivulzio nel 1499 su disegno del Bramantino, con tessuto preziosissimo (da osservare l'arazzo relativo a questo mese, quello di agosto: vi è intessuto sopra il ritratto di Donato Bramante, quale omaggio al grande artista rinascimentale). Va da sé che il Castello non sarebbe il Castello senza le due firme d'eccezione che ospita: Leonardo e Michelangelo. La celebre Pietà Rondanini, capolavoro del non finito di Michelangelo Buonarroti, ha trovato da giugno una nuova sede nell'ex ospedale dei francesi con un museo a lei dedicato: «liberata» dal vecchio allestimento firmato dallo BBPR, la Pietà ora svela al visitatore prima il suo tergo, dove si vede ancora il marmo grezzo, appena abbozzato, e poi, girandoci intorno, tutta la sua complessità compositiva. E' stata valorizzata molto anche la Sala delle Asse, grazie all'introduzione di pannelli multimediali e di uno story-telling accattivante sulla presenza di Leonardo a Milano. Attualmente sotto restauro in una parete, nella Sala con affrescato il celeberrimo monocromo (il disegno in bianco e nero di un'enorme radice) sono stati rinvenuti di recente disegni di paesaggio certamente fatti dal Da Vinci. Questa ‘sala-giardino', con i rami di gelso che intrecciano gli stemmi del casato, è un omaggio a Ludovico Sforza: non si tratta - ormai gli studiosi sono concordi nell'affermarlo – di un progetto secondario di Leonardo, ma di uno spazio interamente da lui dipinto e concepito. Che merita una visita attenta.

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