«Quei punti di contatto con Papa Francesco» Il presidente del Pontificio consiglio della cultura Gianfranco Ravasi

Lo spirito del «dialogo» e del «confronto con le diversità». Il tema della «misericordia» e della «inquietudine dello spirito», dinanzi a una umanità «desolata e isolata». Sono alcuni dei punti di contatto che il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, vede tra la figura del cardinale Carlo Maria Martini, di cui ieri ricorreva un anno dalla scomparsa, e il pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Parlando alla Radio Vaticana degli elementi dell'eredità lasciata da Martini anche nell'attuale pontificato, Ravasi - a lungo collaboratore dell'ex arcivescovo di Milano come prefetto della Biblioteca Ambrosiana - ricorda prima di tutto «la memoria nei confronti della Bibbia, il rimando costante alla Bibbia. Se noi guardiamo la sua bibliografia, sostanzialmente c'è questa specie di piccolo oceano testuale che è composto di commenti spirituali alla Bibbia». Il secondo tema, prosegue, «è quello del dialogo, del confronto con le diversità, con la complessità dell'umano: questa è una componente che è stata esaltata anche - dobbiamo dire - dallo stesso Papa Francesco».

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