"Qui abbiamo fatto i compiti". E la Lombardia torna a scuola

Governatore e assessore visitano gli istituti lombardi. "Gel e mascherine dal governo? Non li abbiamo visti"

Un ritorno alla normalità carico di speranza. Dopo oltre sei mesi a casa, milioni di bambini e ragazzi hanno potuto rimettere piede nelle loro scuole, anche in Lombardia. Ed è stato un giorno carico di incognite e preoccupazioni - soprattutto sul fronte dell'organico - ma tutto sommato positivo. «Noi i compiti a casa li abbiamo fatti bene», ha detto l'assessore regionale Melania Rizzoli, riassumendo - con un'immagine quanto mai calzante - gli umori di Palazzo Lombardia. In quel «noi» c'è infatti una nuova rivendicazione di orgoglio lombardo e una non-velata allusione alle carenze del governo. «Regione Lombardia - ha spiegato - ha infatti messo a disposizione per i centri di formazione professionale proprie risorse per reperire gel e mascherine che dovrebbero arrivare dal Governo ma di cui, al momento, non si hanno notizie».

Era, l'assessore alla scuola, al fianco del governatore Attilio Fontana, in visita all'Istituto di istruzione superiore «Lagrange» di Milano e poi al Capac, il Politecnico del Commercio e del Turismo, sede della Fondazione Its Innovaturismo, che attiva in tutto il territorio regionale corsi annuali e biennali nel settore della promozione turistica, della valorizzazione territoriale e dell'hotel management. Successivamente hanno visitato il centro di formazione professionale. L'istituto raccoglie circa 850 ragazzi, ed è - ha detto - «è uno dei numerosi centri fiore all'occhiello della formazione lombarda».

La Lombardia riparte simbolicamente dalla formazione, in cui scuola e impresa si incontrano. E, fatti i compiti per casa, è convinta di essere più preparata dello Stato. Anche per questo torna a chiedere autonomia. E dopo la visita al «Lagrange» - che ospita un liceo scientifico con indirizzo in Scienze applicate e uno con indirizzo sportivo, l'Istituto tecnico settore tecnologico e un professionale per i Servizi per l'Enogastronomia - Fontana ha declinato il concetto, ricollegandolo a una battaglia, quella federalista, che l'emergenza Covid ha solo accantonato ma non piegato. «Concedetemi di far notare - ha dichiarato il governatore - che nella visita al Centro di formazione professionale, dove la competenza è regionale, all'ingresso misuriamo la temperatura, c'è l'igienizzante e i banchi sono a posto. Con più autonomia regionale si è più vicini al territorio, più efficaci e soprattutto più immediati nel porre le giuste soluzioni». La formazione delle graduatorie di insegnanti sta procedendo con un ritardo che forse è consueto, ma quest'anno si nota di più. «Mi aspettavo che il governo arrivasse prima su queste scelte, su questi problemi - ha commentato Fontana - invece di arrivare sempre all'ultimo momento». La Regione, intanto, ha trasmesso le linee guida per l'avvio dell'attività scolastica a tutte le autorità sanitarie territoriali e agli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Il piano anti-Covid a scuola prevede - in caso di sintomi sospetti - l'accesso diretto ai tamponi, con motivazione ben definita, per studenti e personale scolastico. Inoltre garantisce gli esiti entro la giornata, mentre l'isolamento scatta in caso di positività accertato e per altre patologie (con sintomi diverse) non serve certificazione del medico per il rientro in classe.

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