Ragazza morta dopo tatuaggio Aveva già un'infezione

Non è stata uccisa dall'inchiostro usato per disegnare il pesce che si era fatta tatuare due giorni prima sulla spalla sinistra in un centro specializzato di viale Sabotino. La 23enne milanese Federica Iammatteo, morta all'alba di sabato 20 aprile al Policlinico dov'era arrivata in condizioni disperate, è rimasta vittima infatti di una sepsi meningococcica, una rarissima forma d'infezione. Lo ha spiegato ieri Massimo Galli, professore di malattie infettive all'Università Statale di Milano e direttore della Terza divisione di malattie infettive dell'ospedale Luigi Sacco. Quello capitato alla povera Federica sarebbe «un evento molto raro in cui un'infezione da Neisseria meningitidis, il meningococco, appunto, invade l'organismo e causa uno choc, in molti casi irreversibile, prima ancora di manifestarsi come meningite. Di fatto nessuna infezione batterica è in grado di avere un decorso altrettanto fulminante in una persona giovane e sana». L'autopsia era stata disposta dal pm Tiziana Siciliano. Tuttavia si era capito quasi subito, in base ai racconti raccolti da inquirenti e investigatori, che il tatuaggio dovesse c'entrare ben poco o addirittura nulla, come dimostrato, nel decesso improvviso della ragazza. Federica ha cominciato ad accusare qualche lieve malore proprio giovedì pomeriggio ancor prima di sottoporsi al tatuaggio. Un malore al quale all'inizio non ha fatto molto caso, fino a quando, a casa, la situazione è peggiorata. La mattina dopo è stata così accompagnata dalla madre al pronto soccorso del San Giuseppe dove i medici, sospettando già un problema di tipo settico, le hanno effettuato dei prelievi di sangue e nessun altro esame di tipo diagnostico. La situazione poi è precipitata improvvisamente. Nel pomeriggio la corsa disperata al Policlinico, dove è stata ricoverata nel reparto di rianimazione in condizioni disperate. Inutili i tentativi di salvarla: all'una e 30 della notte tra venerdì e sabato è morta.

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