Senigallia torni in Darsena Via a mozione bipartisan

L'assessore esclude: «Dopo il restyling  non ci sarà lo spazio»

Senigallia torni in Darsena Via a mozione bipartisan

Mozioni da maggioranza e opposizione perché la Fiera di Sinigallia torni definitivamente in Darsena per il maggio 2015. È la posizione emersa ieri nella seduta della commissione Commercio per discutere della situazione del mercato. É già stato scongiurato il rischio di uno «sfratto» dall'area di proprietà delle Ferrovie dello Stato a Porta Genova il prossimo 30 giugno, quando scadrà il contratto di comodato d'uso con il Comune.

L'assessore al Commercio Franco D'Alfonso ha assicurato in commissione che «il 30 giugno non accadrà nulla, ci sarà una nuova proroga» mentre «ci stiamo muovendo per cercare una sede più adeguata». La prima strada da percorrere per l'assessore è la riqualificazione dell'area attualmente occupata, a spese della proprietà, che «potrebbe poi utilizzarla come location per eventi, riservandola per la Fiera al sabato».
Gli ambulanti, ha riferito il presidente dell'associazione Elvezio Zanetti, chiedono «solo di conoscere il loro destino, continuiamo a non sapere nulla». Gli operatori insistono per il ritorno in Darsena - dove ora sono in corso i lavori per trasformare l'area in un porto turistico in tempo per Expo - o in alternativa per il piazzale di Pagano.

A favore della prima opzione si sono schierati il consigliere Pd David Gentili, il capogruppo della Lega Alessandro Morelli e quello del Movimento 5 Stelle Mattia Calise. Già pronto il testo della mozione che il grillino presenterà in aula per chiedere che a fine riqualificazione la Darsena torni a ospitare la Fiera. Lo stesso farà la Lega, con il voto a favore assicurato da Gentili: «La prima soluzione su cui lavorare - ha insistito il consigliere del Pd - è il ritorno tra 2 anni in quella sede, la più coerente con la storia della Fiera e non crea disagi ai residenti».

Ma D'Alfonso esclude: «Il progetto della Darsena rivisto dall'architetto Bodin prevede una banchina larga circa nove metri: le 187 bancarelle della fiera non ci stanno, ci sono norme da rispettare». Ed esclude per ora anche la soluzione di Pagano. «Stiamo considerando altre due possibilità» ha detto. Nessun dettaglio sulla collocazione: «Tutte le ipotesi proposte finora hanno incontrato l'opposizione immediata di comitati e dei consigli di zona. Se dicessi dove sono nascerebbero subito comitati di “resistenza“. Preferisco arrivare in consiglio con una proposta ben elaborata senza la soma di pareri negativi».

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