Rifiuti, Milano si differenzia: riciclato un sacco su due

Milano sempre più «diversificata» nello smaltimento dei rifiuti urbani. Il capoluogo, infatti, nel 2007, ultimo anno censito, non è ricorso alla discarica mentre ha avviato a impianti per il compostaggio e per il recupero circa la metà dei rifiuti urbani raccolti, rispettivamente quasi 50 e 240 chili per abitante. Sono stati, poi, quasi 287 a testa i chili di rifiuti inceneriti, tra impianti di smaltimento, con e senza recupero di energia, e quelli che utilizzano i rifiuti come combustibile. Sono questi i dati diffusi dalla Camera di commercio di Milano in occasione del Festival internazionale dell'ambiente, in corso fino al 28 settembre. Il capoluogo si posiziona così al 14º posto per smaltimento di rifiuti fuori dalle discariche, precedendo le altre grandi città italiane. Nello specifico, Milano è 19ª nella classifica nazionale per chili di rifiuti inceneriti per abitante, 49ª per quelli inviati ad impianti di compostaggio e 12ª per quelli avviati al recupero.
Restano decisamente più alte rispetto alla media italiana le quantità di rifiuti che i milanesi smaltiscono senza ricorrere alle discariche: circa 304 kg in più a testa distribuiti in 12 kg in più pro-capite per il compostaggio, 107 kg in più per il recupero e 184 kg in più per l'incenerimento. «È un tema importante quello dell’ambiente per una città come Milano - spiega Massimo Ferlini, membro di giunta della Camera di commercio di Milano -. Tra i progetti avviati dalla Camera di commercio in collaborazione con le istituzioni locali c’è un programma di azioni e di accompagnamento delle imprese lombarde sui temi della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Ecco perché la Camera di commercio è tra i promotori del Festival internazionale dell’ambiente accanto alle istituzioni milanesi, un impegno importante anche in vista dell’Expo 2015». Tra riciclaggio e smaltimento dei rifiuti hanno sede nella provincia di Milano 438 imprese, pari a oltre un terzo delle corrispondenti aziende lombarde e ad una su venti tra quelle attive in Italia. Il 58 per cento di queste imprese è attiva nello smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili, mentre il 42 per cento opera nel recupero e preparazione per il riciclaggio.
Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese al primo trimestre 2009 e su dati Istat-osservatorio ambientale sulle città relativi agli anni 2000-2007.

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