Rivoluzione digitale, Regione pioniera

L'assessore Sala spiega: la Lombardia è un apprezzato lab internazionale

La Lombardia diventa una regione laboratorio per l'innovazione, un punto di riferimento anche a livello internazionale. «Siamo i primi in Italia ad aver iniziato una sperimentazione con tecnologia blockchain, si tratta di una vera rivoluzione digitale tanto che alcuni Paesi nel mondo ci stanno chiedendo di poter studiare il nostro progetto», ha detto il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala, dal palco del convegno organizzato ieri a Palazzo Pirelli da Open Gate Italia e Aws (Amazon Web Services) in occasione della presentazione dello studio I-Com sugli effetti della trasformazione digitale per la pubblica amministrazione. «Siamo reduci da due missioni in Texas e in Israele con cui abbiamo dato il via a interessanti collaborazioni in particolare nei settori aerospazio e life science. Con il programma strategico triennale, che abbiamo da poco approvato e che mobilita risorse per 750 milioni, guardiamo al futuro». Sala può contare su Lombardia Informatica, la digital company della Regione presieduta da Francesco Ferri che già dal 2016 ha avviato la razionalizzazione dei Data Center, a cominciare da quelli della sanità, con la conseguente dismissione di oltre 400 server e relativi costi di gestione e manutenzione. Ecco perché «occorre aumentare il ritmo di adozione e gli investimenti in formazione. Ma anche rafforzare il project management», ha sottolineato il presidente di ICom, il professor Stefano Da Empoli. Per le amministrazioni regionali lo studio stima in 275 milioni i risparmi derivanti dal passaggio al cloud: 263 in maggiore efficienza e i restanti 12 milioni in minori costi energetici. Sul palco, anche Paola Romeo, vicepresidente della Commissione Attività produttive del Consiglio Regionale e la presidente della Commissione Trasparenza e Agenda Digitale del Comune di Milano, Alice Arienta.

Per sfruttare le tecnologie avanzate, Regione e Comune potranno disporre di una nuova infrastruttura: Amazon Web Services, la divisione che si occupa di fornire servizi di cloud computing, ha infatti scelto l'area di Milano per l'apertura della sua prima «Region», ovvero un gruppo di data center che saranno attivi all'inizio del 2020. Il nostro Paese diventa così la sesta nazione europea chiamata a ospitare i server sui cui corrono i dati e servizi di migliaia di imprese. Perché, come ha detto ieri Carlo Alberto Carnevale Maffè della Sda Bocconi, «il Cloud è un virus di contaminazione organizzativa, istituzionale ibrida pubblica e privata, un metalinguaggio universale».

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