San Siro, Corvetto e via Padova Ora i militari sono nelle strade

Da ieri i primi cento soldati in pattuglie miste nei quartieri. Il prefetto: "Prevenzione concreta". Maroni: "Ma non è sufficiente"

San Siro, Corvetto e via Padova Ora i militari sono nelle strade

Il prefetto Alessandro Marangoni - ieri al margine della presentazione all'Unicredit Pavillon dell'ultima fatica del giornalista del Corsera e scrittore Andrea Galli, Carabinieri per la libertà - sembra soddisfatto. «Le vigilanze fisse sono iniziate alle 7, nel pomeriggio e in serata le pattuglie miste - ha spiegato ieri mattina Marangoni -. Quindi tutto secondo previsione come avevamo detto. Un primo contingente di 100 uomini è gia arrivato, nei prossimi giorni arriveranno anche gli altri 50. La programmazione è in pieno atto e viene attuata come era stato previsto».

Quindi Marangoni ha esortato i giornalisti: «Se andate fuori li trovate già da questa mattina alle 7 nelle vigilanze fisse - ha concluso -, mentre nel pomeriggio, a partire dall'una, troverete le pattuglie miste in quelle tre zone che conoscete: San Siro, al Corvetto e in via Padova. In centro poi inizieranno dall'inizio del mese».

Non dello stesso avviso, sempre al margine del medesimo evento, è il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni. «L'arrivo dei 150 militari previsti per la sicurezza in città dal piano concordato tra Comune e ministero dell'Interno è certamente utile, ma temo che non sia sufficiente» ha dichiarato senza mezze misure il governatore lombardo.

«È una cosa utile - ha aggiunto Maroni - l'avevo inventata quando ero al governo con il ministro La Russa chiamandola Strade Sicure: mettere cioè insieme militari e forze dell'ordine per liberare queste ultime in modo che possano fare altre cose», ha ricordato. Poi però il presidente della Regione ha aggiunto: «A differenza di allora adesso c'è una situazione dell'immigrazione che non è gestita come si deve» quindi «è sicuramente utile ma temo che non sia sufficiente». Secondo Maroni quindi «bisogna intervenire sull'immigrazione risolvendola alla fonte» e cioè bloccando gli arrivi e facendo i rimpatri. «Altrimenti - ha concluso il governatore - non si risolverà il problema».

Molto polemico l'ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione, Riccardo De Corato. «Anche i numeri confermano quello che ormai tutti avevano capito: a Milano la qualità della vita si è abbassata - ha esordito De Corato - e per i reati la nostra città è in fondo alla classifica (fornita da ItaliaOggi, ndr) il più delle volte dietro a Roma, Napoli, Palermo. Una situazione del genere non può essere ribaltata con 150 militari, sono troppo pochi: ne servono almeno 500».

E ha concluso:« Nella classifica di ItaliaOggi della criminalità Milano è terzultima, solo Bologna e Rimini fanno peggio. Su 110 città, la nostra è nella seconda metà delle classifiche di quasi tutti i reati, spesso è nelle ultime posizioni».

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