Sea, investimenti ridotti del 45% ma i lavori a Linate vanno avanti Brunini: "Pronti per la ripartenza"

L'emergenza coronavirus costringe a rivedere il piano industriale 2020 che prevedeva lavori record per 167 milioni di euro: taglio del 45%. L'ad Armando Brunini. “Gli obiettivi sono chiari: garantire condizioni di massima sicurezza ai dipendenti e ai passeggeri rimasti, mitigare l’impatto economico e difendere la cassa per uscire dalla crisi più integri possibile"

Lo “tusunami dei cieli” provocato a livello globale dal coronavirus che ha ha messo a terra l’industria del trasporto aereo ha avuto conseguenze pesanti anche a Milano, coinvolgendo i suoi aeroporti con Malpensa che opera solo dal Terminal 2 e Linate che è stato chiuso. Situazione d’emergenza temporanea legata alla durata dell’epidemia ma che ha costretto Sea, la società di gestione degli scali, a rivedere i suoi piani d’investimento per il 2020, “tagliati” di oltre il 45% ma non li ha fermati del tutto.

“Avremmo dovuto spendere 176 milioni di euro in questo che sarebbe stato un anno record di investimenti per Sea, ma li abbiamo dovuto ridurre di oltre il 45%", ha spiegato in commissione consiliare Partecipate del Comune di Milano che si è svolta in videoconferenza, lo Chief operating officer di Sea, Alessandro Fidato. E Michaela Castelli, presidente di Sea ha spiegato: “Non avendo un’idea chiara di quanto durerà questa crisi, dobbiamo lavorare a vista: ci riserviamo di fare una valutazione più compiuta sul piano industriale in un lasso di tempo che auspichiamo possa essere di qualche settimana o mese. Fare un ragionamento sul medio o lungo termine diventa controproducente".

Non si fermano però gli importanti lavori di restylyng e ammodernamento infrastrutturale e tecnologico già avviati nello scalo di Milano Linate. “Vogliamo comunque guardare al futuro, abbiamo voluto andare avanti con gli investimenti per noi strategici che erano in corso, in particolare il restyling di Linate da 25 milioni di euro - ha aggiunto Fidato -. Non ci sono stati fermi dei cantieri, abbiamo solo avuto qualche ritardo per forniture che arrivavano dalla Cina”. Anzi, potranno esserci accelerazioni nel periodo di chiusura dello scalo perché "alcune fasi dei lavori verranno accorpate". La stessa cosa cosa potrà accadere nello scalo di Malpensa, dove sono previsti interventi di manutenzione.

“La mattina mi sveglio pieno di energie e provo con i colleghi a “prendere di petto” (mantenendo le distanze di sicurezza) questa dannata epidemia e le sue conseguenze, ma devo confessare che la sera, a casa, dopo aver ascoltato l’ennesimo infausto bollettino sanitario, ho un momento di cedimento”, scrive invece in un post su Linkedin, Armando Brunini, ceo di Sea Milan Airports. “La portata dell’evento disorienta. Ma ancor di più non avere elementi per capire che società, economia e industria del trasporto aereo troveremo quando ne usciremo. In ogni caso non possiamo permetterci tentennamenti e quindi procediamo”.

“Gli obiettivi sono chiari: garantire condizioni di massima sicurezza ai dipendenti e ai passeggeri rimasti, mitigare l’impatto economico e difendere la cassa per uscire dalla crisi più integri possibile, pronti per la ripartenza. Per fare questo - aggiunge - è stato necessario chiudere temporaneamente Linate e il Terminal 1 di Malpensa. Decisione prontamente avallata dalle Autorità, che ringrazio. Così limitiamo i rischi di contagio e conteniamo i costi pur garantendo i servizi essenziali”.

“Infine - conclude Brunini - abbiamo equamente distribuito i sacrifici tra tutti: azionisti, management, dipendenti, partner e fornitori, perché viaggiare compatti (ma distanziati fisicamente) sarà la chiave per salvaguardare il futuro di uno dei principali asset infrastrutturali del Paese”.

Sea guarda alla ripartenza ed è pronta far tornare a volare le "ali di Milano" dopo la fine dell’emergenza sanitaria che ha bruscamente interrotto un lungo periodo di crescita che aveva portato a raggiungere il record storico nel 2019 con oltre 35 milioni di passeggeri, il 4,4% in più rispetto al 2018, transitati nei due aeroporti.

Giovedì a Malpensa si sono registrati 1500 passeggeri, fra arrivi e partenze, e circa 80 movimenti (atterraggi e decolli) di voli commerciali e 45 di cargo. Oggi si è scesi sotto i mille passeggeri e per la prossima settimana sono in programma fra 8 e 10 voli al giorno. La pista di Linate resta aperta solo per i voli sanitari, di emergenza e i voli di Stato. Sul fronte della sicurezza è operativo controllo della temperatura, distribuzione di 80 colonnine per l'erogazione di gel disinfettanti, servizio di pulizie h24, pulizia con prodotti più opportuni per sanificare le superfici, ogni giorno sanificazione di tutti i cobus, tre presidi sanitari con medici e infermieri h24. Oltre 15mila le mascherine già distribuite e utilizzate dall'inizio dell'emergenza.

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