Sparite 3.500 attività italiane, 1.600 straniere in più

Sardone (Lega): "Il Comune fermi l'emorragia, basta con le regolette che fanno chiudere"

Sparite 3.500 attività italiane, 1.600 straniere in più

Negli ultimi due anni, a Milano, sono cessate 3.555 attività di imprenditori italiani, mentre ne sono nate 1.583 gestite da stranieri. È quanto spiega Silvia Sardone, consigliera leghista, sulla base della risposta ottenuta a un'interrogazione comunale: «Dal 2018 a oggi - dice - sono stati appena 105 gli esercizi commerciali di proprietà di non italiani a chiudere. Per rendersi conto dello squilibrio, oltre a leggere questi numeri che mi sono stati forniti dall'amministrazione comunale, basta farsi un giro per le strade delle periferie di Milano. In via Padova ci sono minimarket, negozi d'abbigliamento, ristoranti e persino parrucchieri stranieri, discorso identico a San Siro, Corvetto, Giambellino, dove anche la popolazione residente e le scuole sono a maggioranza extracomunitaria. Credo che il Comune, a fronte di questa morìa di negozi italiani, tra cui anche diverse attività con una bella storia alle spalle, debba intervenire per fermare l'emorragia, invece noto sempre regole e regolette utili solo a far chiudere gli esercizi».

«Milano è piena di minimarket etnici che non rispettano gli orari di chiusura - prosegue Sardone, che da giugno è anche parlamentare europea - e le leggi in materia di somministrazione di alcolici, causano solo degrado e insicurezza tra gli abitanti dei quartieri che hanno la sfortuna di vederseli spuntare sotto casa: giusto per fare qualche esempio, penso soprattutto a piazza Gobetti, corso Lodi, viale Corsica, via Imbonati. Lo scorso ottobre in via Mambretti la Polizia è intervenuta per chiudere un minimarket dove sono stati trovati topi e feci di animale». «Perché - continua - il Comune tollera il proliferare di negozi etnici che spesso e volentieri presentano diverse irregolarità, anche dal punto di vista igienico-sanitario, mentre continua a stangare i commercianti italiani arrivando anche a multarli per un tavolino fuori posto di due centimetri? È la solita politica dei due pesi e delle due misure tanto cara alla sinistra».

Sulla questione interviene anche Andrea Pellegrini, consigliere della Lega in Zona 9: Nel nostro Municipio abbiamo la situazione problematica di via Imbonati, dove negli ultimi anni le attività commerciali italiane sono sparite per far spazio a quelle straniere. Le periferie come al solito vengono considerate di serie B rispetto al centro: i commercianti italiani meritano maggiori attenzioni da parte della giunta».

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