Una squadra di sub per garantire la sicurezza

I moduli vengono bloccati sul fondo. «Lavoriamo senza tregua»

L'Hotel Araba Fenice è un quattro stelle già sede delle riunioni patriottiche risorgimentali nel febbraio 1848: chiuso per restauri dal I novembre 2009, ha riaperto il 24 gennaio 2010 e ora ospita fissi almeno una decina dei lavoratori del Floating Piers, trovandosi a poche decine di metri dal cantiere. A raccontare l'altra faccia dell'avventura sono Kevin, 29 anni, Olivier, 40, e Eddy, 22, sub professionisti: devono assicurare ogni blocco di cubi al fondo del lago con una specifica base di pietra. Si immergono solo per un'ora, un'ora e mezza al giorno, ma lavorano in cantiere dal lunedì alla domenica dalle 8 di mattina alle 18 di sera. «Non ci sono giorni di vacanza dicono - ma non ci interessa: le condizioni erano queste, siamo qui per lavorare, era una scelta chiara fin dall'inizio e ci va bene così». Essere parte di questo progetto li entusiasma: «è un'occasione unica aggiungono-. Ci sono ragazzi di varie nazioni, dai 20 ai 40 anni. Certo, qui a Iseo e in Italia ci sentiamo molto ben accolti, anche se non abbiamo tempo per dedicarci ad altro che non sia il lavoro: quando finiamo la giornata andiamo a fare sport, poi una doccia, cena e a dormire».

Dice la sua anche Alessandro Ropelato, il general manager dell'Hotel Araba Fenice: «Nel marzo 2015 sono arrivati qui Vladimir, il nipote dell'artista, e Wolfang Volz, il fotografo che accompagna sempre Christo nella realizzazione delle sue opere. Poi arrivò lui per stringere accordi e sistemare nel nostro hotel il suo staff durante la realizzazione dell'opera, e dal 10 giugno al 10 luglio ha bloccato tutto l'hotel per i suoi ospiti». L'hotel ha creato il menù «Floating Piers»: zuppe, polpette con sapori forti, carne, pesce, molte verdure e mai alcol. Ora prepareremo da mangiare anche per i ragazzi che devono sorvegliare il percorso. Saranno 150 persone a turno: ogni turno fa 6 ore e mangia prima e dopo». Un lavoro enorme. «Sì, ma sarei folle se ti dicessi che questa non è una bella esperienza. Grazie a Christo la notorietà della zona è cresciuta enormemente, parla di noi la Lonely Planet e il New York Times, Christo ha portato una nuova energia, l'atmosfera qui è cambiata totalmente».

MCB

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