"Troppi errori e masochismi. Centrodestra, ora si cambi"

Il recordman di Forza Italia apre la riflessione sul ko. "Per la coalizione è un risultato tragico, così non va"

"Troppi errori e masochismi. Centrodestra, ora si cambi"

Marco Bestetti, 33 anni, lei è il più votato fra i consiglieri azzurri. È contento o prevale delusione per il risultato generale?

«Il risultato è stato una tragedia, siamo stati bocciati nettamente in una città in cui dovremmo avere sempre ambizioni di governo. Io credo che il centrodestra non abbia giocato la partita. Sono stati commessi molti errori, e gli errori li paghi. In questo contesto sono molto contento per il mio risultato, perché è la vittoria di una squadra e di un modo diverso di fare politica».

Diverso in cosa?

«Fatto non di candidati che spuntano all'ultimo momento, per esempio, ma radicati, che rispondono al telefono a tutti i cittadini, sempre. Una politica sana, fresca, presente. Quando c'è, i cittadini la riconoscono, questo dà soddisfazione».

Parla di squadra. Non avrà una corrente?

«In un momento simile, in cui la politica è in evidente difficoltà, devi offrire ai cittadini una proposta che non si limita a te stesso. Una prospettiva insomma. Noi abbiamo costruito una bella squadra, con candidati che hanno condiviso un percorso, abbiamo dato la possibilità di misurarsi col consenso agli uscenti che hanno lavorato bene, ma anche a new entry, giovani o meno perché non è una questione anagrafica. Alcuni sono stati eletti, altri no, ma sono contento per loro, mi rivedo in loro, a differenza di quei politici che pensano solo a se stessi candidandosi in tutte le posizioni. Dobbiamo aprirci a nuove leve».

Nella sua squadra c'è Antonio Salinari.

«Antonio ha ottenuto un risultato straordinario, 868 preferenze, migliorandosi rispetto a 5 anni fa nonostante il partito abbia ottenuto un terzo dei voti. Nel Municipio 7 il partito ha fatto il miglior risultato di tutta Milano. Mi conforta il fatto che quando in Fi non si perde tempo a ostacolare i propri uomini ma li si valorizza, si coglie il loro radicamento, si sceglie il lavoro serio, gli elettori la premiano. Per Forza Italia la prospettiva c'è, ne abbiamo dato dimostrazione, noi e non solo noi».

Chi altri?

«Marco Segala a San Giuliano Milanese, Alberto Villa a Pessano, Marco Cagnolati, un ragazzo eccezionale che ha fatto un lavoro straordinario diventando il quarto più votato di Fi. Io, contro il mio interesse, l'ho chiamato più volte cercando di convincerlo a candidarsi. Auspico che i voti di Fi consentano a un ragazzo bravissimo come lui di dare il suo contributo».

Per lei, uno degli errori è stato non candidare Salinari come presidente in Zona 7.

«Abbiamo sbagliato molte cose, fra i quali alcune candidature, come quella nel Municipio 7. Antonio è stato vittima del fuoco amico. Se alcuni colleghi avessero messo lo stesso impegno nel cercare voti avremmo avuto un esito diverso. Questa sono le cose da superare, cose che non rendono onore alla gloriosa storia di Forza Italia e al suo futuro, per me radioso».

Bernardo è una candidatura sbagliata?

«Non voglio che diventi un agnello sacrificale per altre responsabilità. Ha combattuto, spesso a mani nude. A lui va il mio sincero grazie per aver giocato una partita difficile al massimo delle possibilità. Purtroppo non è stato supportato, e anche come tempi, presentarlo così è stata un'operazione suicida di cui qualcuno deve assumersi responsabilità».

Avrebbe dovuto candidarsi Salvini? O altri? Qualcuno faceva il suo nome, Bestetti.

«La sconfitta non è attribuibile a un nome ma a un metodo. L'errore è stato non preparare un'alternativa. Non abbiamo ragionato su questo, non abbiamo dato un'alternativa a Milano, se non tre mesi prima del voto e decidendo a Roma. Dal centrodestra, Milano avrebbe meritato più rispetto. Ha fatto benissimo il presidente Berlusconi a rimarcare i limiti di questo modus operandi».

Bestetti, i suoi avversari diranno che si è montato la testa.

«No, io sto coi piedi per terra e mi affido al presidente: ha detto che nel centrodestra a Milano si è sbagliato. Io sono d'accordo con lui».

Lei crede ancora nel centrodestra?

«Assolutamente sì, in quello formato da Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega. Ma credo anche che il centrodestra debba aprirsi ad altre esperienze, politiche e civiche. Credo che un centrodestra a trazione sovranista non abbia alcuna possibilità di vincere. Chi si continua a illudere di guidare il centrodestra da destra ha fatto male i conti».

È favorevole alla fusione con la Lega?

«Profondamente contrario. Abbiamo delle peculiarità, sono favorevole a rafforzare l'alleanza valorizzando le specificità. E vorrei che ci si dedicasse al rilancio di Forza Italia. Questa è la mia prospettiva. E credo sia auspicio di tanti».

Si parte da qui?

«Guardo a Milano, ci sono consiglieri di qualità e esperienza coi quali sarà interessante collaborare per costruire qualcosa di nuovo, da esportare nel Paese. Abbiamo la necessità e il dovere di immaginare qualcosa di diverso, che torni a scaldare il cuore degli elettori di centrodestra».

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