"Le vere vittime del Covid-19 sono i piccoli commercianti"

Le richieste del presidente Confesercenti: «Ora bisogna estendere a Milano gli aiuti riservati alle zone rosse»

"Le vere vittime del Covid-19 sono i piccoli commercianti"

Le saracinesche abbassate non erano così tante dai primi anni della crisi finanziaria del 2008. E lo schiaffo del Coronavirus alla città ha inflitto un duro colpo alle attività milanesi perché nel giro di ventiquattr'ore sono scomparsi tutti dalle strade. In tanti erano al supermercato a inseguire la spesa presi dal panico di un improbabile stop ai rifornimenti di cibo, ma in pochi si sono recati nei piccoli esercizi o nelle altre attività del territorio. «Per assurdo la grande distribuzione è stata favorita dall'emergenza, ma i piccoli hanno subito danni pesantissimi», spiega Andrea Painini, presidente di Confesercenti Milano Monza Brianza e Lodi che dai suoi associati ha raccolto numeri che descrivono una Caporetto economica: gli hotel stanno registrando perdite per 4 milioni di euro al giorno dal 24 febbraio, per un totale di 20 milioni di euro di prenotazioni cancellate in cinque giorni su tutta Milano Città metropolitana. Per i parrucchieri una diminuzione degli incassi dal 35 al 50 per cento, i fast food del 50-60 per cento, i mercati rionali il 70-80 per cento di presenze in meno, l'autonoleggio fino al 95 per cento in meno di viaggi, i ristoranti e pub dal 75 al 90 per cento in meno, per arrivare all'immobiliare che è fermo del tutto. L'unico settore che tiene, ma che è in crisi da tempo, sono le edicole.

Qualcuno sta anche provando a reagire: «Un nostro associato di Monza ha tentato di arginare i danni inventandosi il take away contro reso, però la situazione è davvero difficile anche a livello nazionale, basti pensare che il turismo organizzato ha perso 1,5 miliardi di euro in meno di una settimana dall'esplosione dell'allarme virus». Una soluzione secondo il Painini potrebbe essere l'estensione delle misure prese per le attività della zona rossa: «Sia nel tavolo regionale che in quello nazionale, abbiamo chiesto che le stesse salvaguardie che saranno adottare per la zona rossa siano estesa alla zona gialla, cioè tutta la Lombardia, sperando che non ci siano ulteriori ricadute nel tempo che ci sia un danno reputazionale, una sorta di onda lunga i cui effetti non possono essere calcolati ora». C'è rassegnazione tra gli esercenti, ma anche voglia di mettersi in gioco: «Quello che è perso è perso, ma ora c'è bisogno di ritornare alla normalità e ad avere una reazione meno istintiva alle crisi auspica Painini - Noi, con l'ottimismo che ci contraddistingue, confidiamo in una rapida riapertura delle scuole per un ritorno alla vita quotidiana e alla serenità».

La calma serve anche a livello informativo secondo gli esercenti: i troppi allarmi rimbalzati tutti insieme addosso ai cittadini hanno spinto alcuni amministratori a inasprire i provvedimenti regionali. Ma per il commercio locale è già molto duro sopportare le restrizioni di Palazzo Lombardia e quindi Confesercenti rivolge un appello ai sindaci: «Il tam tam negativo ha spinto alcuni a chiudere anche se non erano compresi nelle ordinanze, per questo chiediamo ai sindaci dei territori interessato dalle ordinanze di non intervenire con restrizioni ancora più severe di quelle previste dalla Regione».

Intanto il sindaco Giuseppe Sala ha lanciato Milanononsiferma, una campagna per rilanciare le vita cittadina dopo lo shock dello scorso fine settimana.

Il messaggio sta passando: dalle università come la Bicocca che ha avviato un piano per le lezioni online con lo slogan «Bicocca non si ferma», ai ristoranti come il Biffi che ha lanciato la campagna MilanoMeno10 per spingere i ristoratori a offrire uno sconto del 10 per cento sui menu per invitare i milanesi a uscire di casa.

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