Vietato parlare delle "marocchinate"

Il sindaco contro la Zona 2 per il convegno sulle violenze dei "goumier" francesi

Vietato parlare delle "marocchinate"

«Revisionisti!», «negazionisti!». Lo scontro è fra due schieramenti della politica e anche fra due istituzioni: da una parte il sindaco e dall'altra il Municipio 2.
Ancora un'altra volta a dividere è il racconto del passato, e in particolare della Liberazione, con le sue molte luci e qualche ombra, come le cosiddette «marocchinate». Anche in questo caso, come per le foibe, a dividere è una pagina del passato che è rimasta a lungo sconosciuta, fino a quando un film contribuì a renderla nota ai più. La pellicola, da Oscar, era la «Ciociara» di Vittorio De Sica, con Sofia Loren, e narrava le efferatezze commesse in Italia dai «Goumier», i soldati nordafricani inquadrati nell'esercito francese. Proprio il fotogramma più famoso della Ciociara è ritratto nella locandina di un convegno - titolo «Marocchinate. La storia nascosta» - che il Municipio 2 voleva ospitare ieri nell'aula consiliare di viale Zara 100. Il patrocinio della Zona non è piaciuto al sindaco Beppe Sala, che ieri mattina ha voluto comunicare la sua contrarietà, legata al tema e anche alla partecipazione di un moderatore, Lorenzo Cafarchio, esponente di «Casapound», sigla di estrema destra.

Sala ha definito l'incontro «inutilmente provocatorio». «La storia è una cosa seria - ha ammonito - usarla per provocazioni dal sapore di razzismo (non a caso, partecipa una casa editrice vicina a Casapound) è una cosa che Milano e i milanesi non possono accettare». Infine ha avvertito che gli uffici comunali stavano «verificando tutti gli aspetti formali» del caso. Il Pd ha subito rincarato. La segretaria Silvia Roggiani, si è scagliata contro la «propaganda revisionista» intimando a Piscina di ritirare il patrocinio.

Il presidente di Zona inizialmente ha replicato tenendo il punto: «Come al solito - ha detto - alla sinistra piace una sola e unica storia: quella che nasconde i soprusi e le violenze di una parte politica». Su questa linea Piscina ha ricevuto il sostegno del consigliere regionale leghista Max Bastoni, e anche la solidarietà di Fdi. «Il sindaco dovrebbe andare a parlare con gli anziani della Ciociaria» ha dichiarato il deputato Marco Osnato. Riccardo Truppo, consigliere di Zona 2 ha definito «scandaloso il silenzio» con cui la vicenda è stata coperta e la vicepresidente della commissione Cultura della Camera Paola Frassinetti ha parlato di «cecità ideologica» del sindaco.

Diversa la posizione del vicepresidente di Zona, Marzio Nava di Forza Italia: «Sono per evitare strumentalizzazioni e isterismi che soprattutto in campagna elettorale trovano grande forza e vigore in ogni latitudine politica». «Ho detto che ero e sono contrario - ha aggiunto - in quanto si tratta di un'iniziativa a mio avviso inopportuna sia nel merito sia nel metodo. Sono polemiche che non mi appassionano preferisco occuparmi di altro e operare concretamente nel e per il territorio».

Dopo un giorno di polemiche, Piscina ha comunicato di aver rinviato - ma non annullato - l'evento «su richiesta della Prefettura a causa di un'interpretazione del decreto sulla normativa anti-covid», «ma siamo già al lavoro - ha annunciato - per ripianificarla poiché alla storia non possono essere messi i bavagli». Inoltre, non ha rinunciato a una frecciata polemica verso Sala. «La mentalità del sindaco è la stessa che ha permesso a una grande parte della politica italiana di nascondere per decenni il dramma delle foibe».

Intanto, alla presa di posizione di Sala ha reagito anche il presidente della associazione delle vittime, previsto come relatore. «Il nostro sodalizio è composto da giornalisti, ricercatori storici e scrittori che da anni studiano le vicende del periodo 1943-1944 - ha spiegato Emiliano Ciotti, presidente dell'Anvm - Una tragedia nazionale, che qualcuno vorrebbe tenere ancora nascosta, e che è passata alla storia con il termine marocchinate». «Le parole del sindaco Sala sono inaccettabili e fuori dalla storia - ha ribattuto Ciotti - Il dibattito e il confronto sono garantiti dalla Costituzione repubblicana». «I nostri legali - ha preannunciato - tuteleranno il buon nome della nostra associazione nelle sedi opportune».

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