Un mito su quattro ruote Alfa Romeo svela la sua ultima Spider

L’erede della leggendaria Duetto sarà presentata al Salone di Ginevra. Da quarant’anni è l’auto sportiva italiana per eccellenza

Piero Evangelisti

Il mito si aggiorna: l’Alfa Romeo svela la sua nuova spider. Due posti secchi e un fascino immutato. Quella della storica casa automobilistica è un'operazione affascinante, perché è come andare ad aggiungere una pagina a un meraviglioso volume che da qualche anno giaceva non più sfogliato sullo scaffale. Il titolo? La storia magica delle Spider Alfa, quasi un'epopea per chi ama e comprende fino in fondo le automobili. La data di inizio è certa, anno 1930, con il debutto della elegante e potente Alfa Romeo 1750 alla quarta edizione della Mille Miglia. Incuteva rispetto, questo bolide, con i tre grandi proiettori anteriori, e altrettanto ne trasmettevano ai concorrenti i piloti Alfa: Nuvolari, Varzi, Campari e Ghersi che conquistarono i primi quattro posti, nell'ordine.
Dopo una più che ovvia astinenza in anni in cui bisognava pensare a fare più camion che cabriolet, la Casa del Portello torna sulla scena nel 1952, con la Disco Volante di Touring (sognata da Tyrone Power che non poté mai possederla) e la 1900 di Pininfarina. A sognare si ricomincia nel 1955 con la Giulietta Spider, splendida versione a cielo aperto di uno dei miti della storia Alfa Romeo, presentata l'anno prima in versione Berlina e subito seguita dalla Sprint. Protagonista sulle strade di tutta Europa, dove si formavano entusiastici capannelli quando ce n'era una in sosta, la Giulietta Spider si trasformò anche in star sul grande schermo in decine, o forse centinaia, di film della rinascente industria cinematografica italiana. È un destino che l'accomuna alla sua erede, la Duetto, sicuramente la spider di Alfa più amata e sognata, lanciata al Salone di Ginevra del 1966 e subito imbarcata sul transatlantico Raffaello per andare, con una traversata Genova-New York, alla conquista dell'America. Lasciarono esterrefatti gli italiani i servizi del telegiornale dove si vedeva la Duetto scorrazzare con disinvoltura sul ponte di passeggiata della nave trasformato in una pista. Dovette cambiare «tecnicamente» nome la Duetto dopo appena due anni, per una causa legale intentata contro l'Alfa Romeo (che la perse) da una Casa che produceva una merendina con lo stesso nome.
Ma quel nome ha continuato ad accompagnare lo spider Alfa per tutta la sua carriera, perché nel frattempo la Duetto, nel 1967, era stata consacrata star a livello mondiale nel film-cult Il laureato di Mike Nichols, praticamente la quarta interprete a fianco di Dustin Hoffman, Anne Bancroft e Katharine Ross, un successo travolgente che spinse Alfa Romeo a realizzare per il mercato statunitense una speciale edizione Graduate, il laureato. Periodicamente modificata da Pininfarina, la Duetto è uscita di produzione nel 1995, rimpiazzata dalla Spider della GTV che non ne ha saputo ripetere gli exploit. A questo punto si passa dalla storia alla cronaca, e aspettiamo Ginevra.

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