La prova del modello Google Pixel 10 Pro

Design, caratteristiche e funzionalità: quello che c'è da sapere

La prova del modello Google Pixel 10 Pro

La battaglia degli smartphone di alta gamma si gioca ormai sempre sullo stesso piano: evoluzione e non rivoluzione. Sarà così anche per i prossimi iPhone (pur con una nuova versione Air), ed è così anche per i Google Pixel 10, nonostante il numero tondo facesse prevedere qualche stravolgimento. Ma a ben pensarci, essendo un dispositivo che BigG ha portato ad alti livelli negli ultimi anni, la scelta di puntare sulle funzioni IA e sul loro uso nella vita di tutti i giorni, piuttosto che su un nuovo formato, ha una sua logica. E alla fine, in questo confronto tra iOS e Android, ma anche tra telefoni Android di fascia top, ha raggiunto una posizione di primo piano. Ecco, dunque, le sensazioni dopo una settimana di test del modello Pixel 10 Pro.

Design e caratteristiche

Come detto, il Pixel 10 Pro non stravolge il suo aspetto: mantiene linee già viste nelle versioni precedenti, con la classica barra fotografica sul retro (che, secondo rumors, si vedrà anche sull’iPhone 17 Air), che è stata integrata meglio nel corpo dello smartphone. I materiali sono davvero premium: vetro Gorilla Glass Victus 2 satinato (che conferma la capacità di essere anti-impronte), scocca in alluminio satinato, certificazione IP68.

La vera novità di questa tornata è il Pixel Snap, ovvero un sistema di aggancio magnetico compatibile con gli accessori MagSafe che si rivela utilissimo soprattutto in mobilità. E in questo caso è Apple ad aver fatto scuola. Il peso di 207 grammi è ben bilanciato: in mano lo smartphone è molto compatto e trasmette solidità, Senza essere per forza scenico, il 10 Pro dimostra qualità e piace proprio per la sua concretezza.

Display e fotocamere

La luminosità e la leggibilità del display è davvero notevole: il pannello è un LTPO OLED da 6,3 pollici che raggiunge picchi di 3.300 nit, il che rappresenta un livello molto alto. Anche il refresh rate variabile 1-120 Hz permette una visione fluida, tanto che i colori vividi e la luce sono perfetti pure in ambienti molto luminosi, come il sole diretto. Insomma: uno schermo top.

Per quanto riguarda e fotocamere non c’è stato un miglioramento rispetto alla versione “9”: 50 megapixel per la principale, 48 per la ultra-wide, 48 per il tele 5x. Ma è l’elaborazione fatta dall’intelligenza artificiale a fare la differenza, consentendo una gestione dinamica perfetta nelle condizioni di luce complesse e un uso del teleobiettivo 5x ottico che arriva fino a 30x digitale con poca perdita di qualità. Diversa invece è la questione del nuovo Pro Res Zoom fino a 100x, che avrà bisogno di ulteriori accorgimenti negli aggiornamenti futuri. È una funzione che sfrutta modelli generativi per ricostruire i dettagli, però mentre sui soggetti fermi fa un ottimo lavoro, su quelli in movimento l’immagine che restituisce è deludente. Nei primi giorni d’uso la maggioranza degli utenti si è lamentata di questo difetto, e ci sarà lavoro da fare per correggerlo.

Riguardo ai video, la definizione arriva fino a 8K, però il 4K/60fps resta il più sensato per qualità e gestione dei file e della memoria. La stabilizzazione è eccellente e consente clip fluide anche camminando. Poi c’è la funzione ritratti: il sensore principale da 50 mpx consente scatti davvero pro, ed anche la fotocamera anteriore per i selfie da 42 restituisce immagini di cui si può essere solo soddisfatti.

Le funzioni di intelligenza artificiale

Come detto il Pixel 10 Pro è stato pensato per metterci al centro del mondo dell’IA. Ci sono diverse funzioni che al lancio hanno colpito, anche per la semplicità d’uso: Magic Cue, per esempio, è un assistente contestuale che si integra nei file Google Drive, Gmail e Keep, aiutando a recuperare documenti o informazioni in un attimo; le traduzioni vocali in tempo reale durante le chiamate funzionano in modo naturale; l’ecosistema Pixel (Buds, Watch, Chromebook) dialoga in tempo reale senza complicate configurazioni, con scambio automatico di file e clipboard. Non tutte però sono ancora disponibili in Europa, come quelle di Editing, però quelle che ci sono già soddisfano.

In definitiva grazie a Gemini AI abbiamo diverse possibilità per risparmiare tempo e avere anche suggerimenti in tempo reale per migliorare l’utilizzo dello smartphone e della sua fotocamera. E questo assistente digitale personale gode delle prestazioni del nuovo chipset Tensor G5, sviluppato con DeepMind, e che non è stato messo in gara con lo Snapdragon di Qualcomm e con l’A17 di Apple, ma è stato pensato per accompagnare l’utente Pixel in maniera più fluida e più naturale. Puntando poi, appunto, sulla disponibilità di Gemini Live. In pratica: se siete dei gamers accaniti anche da mobile, potreste avere qualche riserva. Ma per il resto no.

Autonomia

Particolare importante è la batteria: il Pixel 10 Pro conta su 4870 mAh (Pro) e promette di arrivare a circa 30 ore di utilizzo misto, con 20-30% residuo a sera dopo giornate intensive. La cosa essenziale è che, testandolo con una certa continuità, a sera c’è era ancora un po’ di serbatorio pieno.

Con la ricarica ricarica rapida da 30W via cavo, il dispositivo si riempie in fretta. Quella con Pixel Snap promette bene, visto che è da 25W.

In conclusione

Ogni smartphone ha i suoi pregi e i suoi difetti, e in questo caso il Pixel 10 Pro di sicuro è perfetto per chi punta sulla fotografia di alto livello (i creator, per dire) sapendo che l’hardware – rispetto, per esempio, al Galaxy S25 Ultra – è un po’ più essenziale. In realtà, però, poi noi umani utilizziamo quel che è più importante, e tra l’altro Big G nei suoi dispositivi mette quella parte di test su future configurazioni, che fa apparire degli esploratori i suoi utenti.

Il prezzo (da 1099 euro in su) costringe ovviamente una

riflessione, ma se si pensa di acquistare uno smartphone solido e che dà grande soddisfazione c’è pure il fatto che Google garantisce ben 7 anni di aggiornamenti garantiti. Il che, alla fine, fa del 10 Pro un bell’investimento.


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