Attentato a Tunisi, due kamikaze in azione vicino l'ambasciata Usa

Due attentatori hanno azionato l'esplosivo nei pressi dell'ambasciata Usa di Tunisi: morto un agente di Polizia, misure di sicurezza prese in tutte le principali sedi diplomatiche

Una violenta esplosione ha interessato il centro di Tunisi in questo venerdì mattina. E subito, inevitabilmente, si è pensato al peggio con la mente di molti cittadini della capitale tunisina andata agli attentati avvenuti negli anni passati.

Ed in effetti, a causare la deflagrazione è stata l’azione di due kamikaze che si sono fatti esplodere non lontano dall’ambasciata degli Stati Uniti. Forse la sede diplomatica era proprio il vero obiettivo dell’attacco: secondo le prime informazioni diramate dalle autorità locali di sicurezza, gli attentatori hanno azionato l’esplosivo a ridosso di un check point posto a protezione dell’edificio che ospita gli uffici dell’ambasciata. I kamikaze sono entrati in azione mentre erano a bordo di una moto.

Nella zona sono subito arrivati i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, che hanno immediatamente blindato il luogo dell’esplosione facendo quindi scattare tutte le misure di sicurezza previste in questi casi.

Le notizie che sono arrivate da Tunisi, parlano adesso di un morto tra le forze di Polizia. A riferirlo è stata Radio Mosaique Fm, la quale ha confermato anche il decesso dei due attentatori. In precedenza, il governo tunisino aveva parlato di sei feriti, cinque tra le forze dell'ordine ed uno tra i civili.

La tensione nella capitale tunisina è molto alta. Infatti, si sta cercando di capire se l’azione, avvenuta intorno alle 11:20, sia da considerare come un caso isolato oppure se in giro per la città possano esserci altri complici pronti a compiere altri attacchi.

Ecco perché in tutti i luoghi più sensibili di Tunisi sono state già rinforzate tutte le misure di sicurezza. Anche molte sedi diplomatiche hanno preso la decisione di aumentare i dispositivi di sicurezza: l'ambasciata americana, in particolare, ha disposto ai propri concittadini di non recarsi nella zona dell'attentato. L'ambasciata italiana ha annunciato un rafforzamento dei controlli ed ha invitato a non andare nei quartieri limitrofi al teatro dell'attacco. L’episodio comunque dimostra ancora una volta come il paese nordafricano debba in qualche modo ancora avere a che fare con problemi relativi al terrorismo ed all’attività di gruppi jihadisti.

Proprio nei giorni scorsi è arrivata la notizia della morte, avvenuta per mezzo di un raid aereo francese nel Mali, di Seifallah ben Hassine. Quest’ultimo è colui che ha fondato Ansar Al Sharia in Tunisia, uno dei più attivi e pericolosi gruppi terroristici presenti nel paese. La caratura criminale di Seifallah era nota da tempo, visti i suoi trascorsi negli anni ’80 in Afghanistan dove, tra le altre cose, era in contatto con Osama Bin Laden.

E non è da escludere che l’azione terroristica odierna possa essere una prima reazione del mondo jihadista tunisino alla morte di Seifallah. Per questo si sta cercando adesso di comprendere al meglio la dinamica dell’attentato compiuto nei pressi dell’ambasciata Usa.

A Tunisi ancora i cittadini ricordano molto bene quanto accaduto il 18 marzo del 2015, giorno in cui un commando jihadista ha ucciso diversi turisti all’interno del museo del Bardo. In quello stesso anno, in una spiaggia di Sousse un’altra azione terroristica ha compiuto una delle più gravi stragi jihadiste occorse nel paese. L’ultimo attentato segnalato a Tunisi risale allo scorso 27 giugno, quando un doppio attacco ha comportato la morte di un poliziotto ed il ferimento di diverse persone.

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