"Al Baghdadi si trova ancora a Mosul". In Iraq la fine dell'Isis?

Il "Califfato" potrebbe crollare per sempre nella stessa città in cui fu proclamato

"Al Baghdadi si trova ancora a Mosul". In Iraq la fine dell'Isis?

Se la notizia, che per ora arriva soltanto da fonti curde, seppure di alto profilo, fosse confermata, la battaglia per la liberazione di Mosul, "capitale" dell'Isis in Iraq, assumerebbe contorni ben differenti da quelli che ha attualmente.

Secondo il capo di Stato maggiore della regione autonoma del Kurdistan, Fuad Hussein, intrappolato a Mosul, insieme a migliaia di combattenti che tengono la città, di fronte all'avanzata di una coalizione composta da polizia, esercito, milizie peshmerga e sciite, ci sarebbe anche il sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi, che proprio da qui dichiarò la nascita del suo "Califfato" due anni fa.

Secondo Hussein fonti plurime confermano l'infomazione e "se fosse ucciso, ciò significherebbe la fine dell'intero sistema dell'Isis". E se anche ciò non dovesse essere, la sua morte costringerebbe il gruppo jihadista a ridimensionare di molto le sue ambizioni, in assenza di quella che è stata finora la - sfuggente - figura di riferimento, tanto politica quanto religiosa, dell'organizzazione.

Se Baghdadi si trovasse davvero dove dicono le fonti, ciò complicherebbe ulteriormente una battaglia che già si annuncia non facile. Le poche migliaia di combattenti che l'Isis ha in città non sono sufficienti a tenere tutta Mosul, ma certo a opporre una strenua resistenza, in una lotta che si annuncia già casa per casa e per la quale i jihadisti stanno impiegando una vasta gamma di tattiche: dalle auto-bombe, ai cecchini, agli ordigni esplosivi nascosti in ogni dove, che complicani e rallentano l'avanzata degli iracheni, che pure sono già entrati nei sobborghi cittadini.

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