Bambini schiavi a due anni

Le corse dei cammelli nella regione del golfo persico sono una delle attività preferite dagli abitanti locali. Una tradizione lunga non proprio secoli, ma che vede ruotare attorno a se enormi quantità di denaro e non solo. Qualche anno fa infatti alcune associazioni umanitarie avevano denunciato l’uso dei minori come fantini per le corse: bambini dai due ai sei anni reclutati in paesi come Afghanistan, Pakistan, Bangladesh. Bambini strappati dalle loro famiglie per pochi dollari, trascinati in paesi lontani e fatti letteralmente schiavi. Costretti a a vivere a ridosso dei circuiti da corsa e a seguire allenamenti estenuanti. L’associazione umanitaria inglese Anti-Slavery denuncia da anni non solo l’uso di minori come fantini, ma anche gli abusi che sembrano subire quotidianamente dai propri “padroni”.

Emirati Arabi Uniti, Oman e Qatar sono i paesi dove è più facile assistere ad una gara di cammelli. Non è raro che incidenti, in alcuni casi mortali, feriscano seriamente i giovanissimi fantini; questi una volta diventati inabili alle corse vengono spesso rimandati nei loro paesi di origine, o addirittura, denuncia sempre Anti-Slavery, rivenduti sul mercato nero o in casi estremi uccisi. Nel 2002 le pressioni internazionali hanno portato questi paesi a mettere al bando l’uso dei bambini nelle corse e avviato di recente all’utilizzo di speciali fantini robot che pare sostituiscano con una certa efficacia gli essere umani, se non altro dal punto di vista funzionale. Ma si sa, le riproduzioni artificiali non sono mai uguali all’originale. Quindi nonostante le leggi apparentemente severe nei confronti dei trasgressori, il traffico di bambini continua ininterrotto. In paesi dove la sensibilità per certi temi, come quello dei diritti umani è molto bassa e dove lo stato è spesso complice di abusi, anche i più semplici ed elementari diritti, quale quello all’infanzia, vengono ignorati.

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