La Banca d'Inghilterra in segreto studia le conseguenze dell'addio all'Ue

È stato creato un team segreto di funzionari per studiare le conseguenze di un'eventuale uscita dall'Ue. L'opposzione: "Cameron sapeva?"

La Banca d'Inghilterra in segreto studia le conseguenze dell'addio all'Ue

Un gruppo ristretto di funzionari ed un obiettivo da tenere segreto: valutare le conseguenze, positive e negative, di una eventuale uscita del Regno Unito dall'Europa. Un team della Banca d'Inghilterra è stato incaricato dal governatore Mark Carney di capire in che modo il risultato positivo del referendum che si terrà sull'uscita dall'europa potrà essere affrontato. Il nome: Progetto Boorrend.

Uno shock finanziario ci potrebbe essere, anche il governo lo sa. Ma non è detto che questo non possa portare subito dopo dei vantaggi tangibili. Per mettere a punto una strategia adeguata, la Banca d'Inghilterra si è preparata per tempo. Il referendum, infatti, dovrebbe svolgersi solo nel 2017, ma non è mai troppo presto per studiare le conseguenze economiche di una svolta che potrebbe rivelarsi epocale. Non solo perché rischia di mettere una pietra tombale sul progetto di un'Europa unita, ma anche e soprattutto perché in caso di Brexit sarà necessario rivedere le relazioni tra la Gran Bretagna e gli altri paesi europei. Un passaggio non semplice, ma obbligato.

Il gruppo si studio sarebbe dovuto rimanere coperto da una patina di mistero. Il perché, secondo le dichiarazioni di un funzionario della banca, è la volontà di non influenzare in nessun senso il dibattito politico, che in cima alla lista ha proprio la questione europea. Ma qualcosa è andato storto: una delle mail che giravano tra i componenti del gruppo, infatti, è finita nella casella di posta elettronica di una giornalista del The Guardian, Jeremy Harrison, che l'ha condivisa con i suoi lettori.

Nel testo vengono indicate le modalità di risposta da dare alla stampa o ad altri colleghi in merito al lavoro che la Banca d'Ighilterra sta portando avanti: si va dal generico "non so nulla" a risposte più diplomatiche, come "lo staff sta analizzando una vasta gamma di questioni economiche relative all'Ue". Ecco, massimo riserbo e un comandamento fondamentale: la stampa deve rimanere fuori. "Se vi chiedono qualcosa - sta scritto nella mail - dite che ci sono un sacco di questioni, in particolare economiche dell'Europa, che avverrano nei prossimi mesi e possono essere fonte di preoccupazione per la banca".

All'opposizione laburista "Project Bookend" non piace. E quindi lo utilizzano per mettere in cattiva luce il premier David Cameron, cui chiedono se fosse o meno al corrente di quanto si apprestava a fare la Banca d'Inghilterra. Una cosa è certa: non è la prima volta che la banca centrale inglese prende un'iniziativa del genere. Anche durante il referendum in Scozia per la secessione da Londra venne fatta una cosa simile, sempre nel massimo riserbo. Al momento, infatti, l'opinione pubblica è divisa: alcune aziende sostengono che la Gran Bretagna riconquisterà la sua competitività solo rompendo le catene della burocrazia europea; altre, invece, sono certe che perdere il mercato unico porterebbe il Regno Unito indietro nel tempo e ne fermerebbe lo sviluppo economico. Nel mezzo, chi è convinto che non esista solo l'abbandono tout court o il mantenimento dello status quo.: il sogno sarebbe quello di dire addio all'Ue, rimanendo allo stesso tempo nel mercato unico.

Così mentre Cameron fa pressione sui parner europei e l'elettorato comincia a discuterne, la Banca centrale studia in gran segreto dettagli del Brexit. Sagliando ad inviare le mail.

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