Con la Brexit, il parlamento europeo diventa "più bianco"

La Brexit, a detta degli attivisti umanitari, farà anche sì che il tema del razzismo non figuri più al centro dell’agenda politica dei vertici Ue

Per colpa della Brexit, il parlamento europeo sarebbe diventato più bianco, con conseguente preoccupazione delle ong umanitarie. I dati sulla diminuzione della percentuale di eurodeputati appartenenti a minoranze etniche, quale conseguenza del divorzio tra Londra e Bruxelles, sono stati di recente rilanciati da The Independent, che ha contestualmente raccolto, sul medesimo argomento, il parere dell’associazione Rete Europea contro il Razzismo (Enar), finanziata anche da George Soros.

In base alle cifre esposte dal quotidiano, l’addio del Regno Unito all’Ue e la contestuale soppressione dei seggi dell’assemblea di Strasburgo finora spettanti ai parlamentati britannici avrebbero causato un calo del 20% del numero di deputati non bianchi presenti nell’istituzione legislativa.

Non essendoci più all’europarlamento i rappresentanti del popolo britannico, gli individui appartenenti a minoranze etniche, tra i banchi dell’assemblea continentale, sarebbero appunto passati da 30 ad appena 24, a fronte, segnala il giornale londinese, dei circa 50 milioni di persone di origini immigrate stanziate oggi nel vecchio continente.

Proprio il gruppo parlamentare britannico era quello, all’interno dell’organo Ue, caratterizzato dalla più alta percentuale di politici di colore e di retaggio asiatico.

Il ridimensionamento, per effetto della Brexit, della presenza non bianca tra i banchi dell’assemblea di Strasburgo ha quindi suscitato, fa sapere la testata online, il rammarico e l’apprensione di Karen Taylor, attualmente a capo dell’Enar.

La donna, citata da The Independent, ha infatti commentato la diminuzione del numero di eurodeputati rappresentativi di minoranze affermando: “Il giorno della Brexit è un giorno triste per la diversità etnico-culturale nell’Unione europea”.

L’Enar, riferisce la testata britannica, ha inoltre evidenziato che, con il divorzio tra Londra e Bruxelles e con il decremento della percentuale di deputati di colore e asiatici, il tema del razzismo non sarà più al centro dell’agenda politica delle istituzioni europee.

La stessa Taylor, precisa il giornale, ha però infine dichiarato che, malgrado un’assemblea di Strasburgo“più bianca”, la Brexit può rappresentare un’“opportunità” per i vertici Ue, ossia l’occasione di impegnarsi seriamente per rafforzare e incrementare, nei rispettivi uffici e nelle direzioni generali, la presenza di funzionari appartenenti a culture extraeuropee.

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