Il capo dell'esercito britannico: "La Russia è più pericolosa dell'Isis"

L’ufficiale ha accusato le autorità del gigante slavo di impiegare, al fine di realizzare i propri “disegni egemonici”, persino “metodi non convenzionali”: “cyber-attacchi, sabotaggi ai danni delle condotte sottomarine contenenti la fibra ottica, azioni di disturbo nei riguardi della rete Gps”

Il capo dell'esercito britannico: "La Russia è più pericolosa dell'Isis"

Mark Carleton-Smith, capo dello Stato maggiore interforze britannico, ha recentemente rilasciato dichiarazioni intese a evidenziare la “pericolosità” delle “mire espansionistiche” della Russia. Il generale ha lanciato l'allarme sulla “crescita dell’aggressività di Mosca” subito dopo essere rientrato in patria dall’Estonia, Paese in cui le truppe dell’alleanza atlantica sono schierate, con funzione di “deterrenza”, a circa 150 chilometri dal confine con il gigante slavo.

Intervistato dal quotidiano londinese The Daily Telegraph, l’ufficiale ha messo in guardia il governo May e le autorità dei Paesi Nato circa la “minaccia russa”, giudicata “maggiore” di quella rappresentata finora dallo Stato Islamico e dalla rete jihadista globale: “Oggi la Russia rappresenta innegabilmente una minaccia molto più grande per la nostra sicurezza nazionale rispetto alle campagne terroristiche condotte da gruppi fondamentalisti come Al Qaida o l’Isis.” Ad avviso del generale, il jihadismo avrebbe perso vigore su scala internazionale in seguito alla “distruzione dello Stato Islamico”, e, di conseguenza, il “contenimento” dell’attivismo diplomatico-militare del Cremlino avrebbe ormai acquisito “carattere prioritario”.

Carleton-Smith ha quindi evidenziato le caratteristiche principali della “strategia espansionistica” di Mosca: “La Russia ha dimostrato di essere pronta a usare la forza militare per difendere e sviluppare i propri interessi nazionali. I Russi cercano di sfruttare vulnerabilità e debolezze ovunque le rilevino.” Egli ha anche accusato le autorità del gigante slavo di impiegare persino “metodi non convenzionali” per realizzare i propri “disegni egemonici”: “Negli ultimi mesi, il Cremlino, al fine di soddisfare i suoi progetti di espansione, ha fatto ricorso a numerosi strumenti non convenzionali: cyber-attacchi, sabotaggi ai danni delle condotte sottomarine contenenti la fibra ottica, azioni di disturbo nei riguardi della rete Gps.”

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