Ora arrivano pure le spie per segnalare le feste

Con discoteche e night club chiusi ad Ibiza aumentano le feste illegali. Gli 007 anti-party devono essere cittadini stranieri con una età tra 30 e 40 anni

Ora arrivano pure le spie per segnalare le feste

Come appaiono lontani i tempi in cui un enorme numero di persone, soprattutto giovani, organizzava le vacanze estive ad Ibiza. Non tanto per la voglia di mare quanto per partecipare alle scatenate feste nei tantissimi locali sparsi lungo la meravigliosa ed effervescente città delle isole Baleari.

Ma il Covid-19 ha cambiato tutto. Regole da rispettare ed assembramenti da evitare così da contenere i contagi. Addio, quindi, ai mega party che potevano durare anche due giorni. O forse no. Perché c’è sempre qualcuno pronto ad aggirare le regole con l’obiettivo di fare soldi. E anche tanti. A discapito, però, della salute pubblica.

Con gran parte delle discoteche e dei night club ancora chiusi ed i bar ed i ristoranti costretti ad abbassare le saracinesche entro l’1 di notte si starebbero moltiplicando le feste illegali nelle grandi ville dell’isola. Nuovo business, fuori dalle regole, che frutta denaro a chi le organizza: i biglietti di ingresso costano fino a 100 euro l’uno. Facile il modo per pubblicizzare l’evento: l’informazione viaggia via internet senza neanche un grande preavviso. Un modo per evitare incursioni della polizia che, così, non ha modo di ottenere in tempo l’autorizzazione giudiziaria per entrare in una proprietà privata e interromperle.

Come fare, allora, per impedire grandi assembramenti? Le autorità locali hanno, forse trovalo la soluzione: arruolare spie private che si infilino ai party clandestini e segnalino la situazione alla polizia. Come ogni buon 007 che si rispetti, anche questi particolari detective devono avere dei precisi requisiti per essere assoldati. Il primo è quello di essere cittadini stranieri. Anche l'età conta: i candidati devono avere tra i 30 e i 40 anni. E se possibile, devono essere di bell’aspetto. Anche se non compare come requisito per l’assunzione, agli investigatori servirà avere anche altre due caratteristiche: sangue freddo e pochi scrupoli. Ovviamente l'attività deve rimanere nella massima discrezionalità.

In un’intervista al Periódico de Ibiza e all’agenzia Reuters il vicepresidente del consiglio di Ibiza, Mariano Juan Colomar ha assicurato di aver già contattato un’agenzia di investigazioni esterna all’isola per ingaggiare le spie che dovranno setacciare il territorio alla ricerca dei party. "Le feste illegali non sono soltanto un problema di ordine pubblico, adesso comportano anche rischi per la salute pubblica. In queste feste non sono stati identificati soltanto turisti, ma anche residenti e lavoratori stagionali che poi si mescolano alla popolazione e creano problemi se si sono contagiati", ha avvertito Colomar.

Gli investigatori privati si infiltreranno nei luoghi in cui le feste vengono organizzate, filmeranno i presenti e, poi, avvertiranno le autorità. Ma gli 007 potranno avere anche un’altra possibilità: cercare di fermare i party prima che comincino denunciando gli organizzatori e chi venderà loro i biglietti. Quest’ultima opzione è quella più auspicata perché una volta che i festeggiamenti sono iniziati la polizia poco può fare dal punto di vista legale.

Ci si chiede come mai la mossa delle autorità sia stata resa pubblica. Forse l’obiettivo è quello di scoraggiare gli organizzatori delle feste dal portare a termine i propri piani. In pratica, cercare di risolvere il problema prima che si presenti.

Il Covid-19 sta colpendo duramente le Baleari. È possibile che i grandi raduni notturni siano all’origine di una parte dei focolai che nelle ultime due settimane hanno reso questo territorio un’area ad alto rischio di contagio: il tasso è salito a 916 casi ogni 100mila abitanti. Il ricorso agli 007 anti-feste è stato adottato per evitare nuovi, e magari più grandi, assembramenti in vista dell'arrivo di molti turisti sull’isola.

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