"Solo se sei d'accordo...". La rivolta della "Plastun": lo Zar trema

L'avvocato Mikhail Benyash sta rappresentando i 12 soldati che non hanno risposto alla chiamata lo scorso 25 febbraio. Secondo il legale, ci sarebbero anche altri casi

"Solo se sei d'accordo...". La rivolta della "Plastun": lo Zar trema

12 ufficiali della Guardia Nazionale di Krasnodar, impegnati da inzio febbraio in una esercitazione in Crimea, si sarebbero rifiutati di partecipare al conflitto in Ucraina, chiedendo invece di restare dove si trovavano. Questa la notizia che sta circolando nelle ultime ore.

Effettivamente alcuni quotidiani russi affermano che lo scorso 25 febbraio 12 militari, nello specifico 11 combattenti ordinari e un comandante di plotone della compagnia operativa OMON "Plastun", hanno ricevuto l'ordine di partire per l'Ucraina, ma si sono rifiutati. Ciò ha portato al loro licenziamento, avvenuto il primo di marzo.

Gli ufficiali sono ora rappresentanti dall'avvocato Mikhail Benyash, che ha spiegato le loro ragioni. I militari della Guardia Nazionale che si sono rifiutati di partire alla volta dell'Ucraina hanno motivato la loro scelta sostenendo di considerare non conforme alla legge l'attraversamento dei confini della Federazione russa senza regolare passaporto, di cui erano sprovvisti. Fra le ragioni, anche quella di voler restare nel territorio russo per poter adempiere ai loro doveri ufficiali. I soldati, inoltre, affermano di non essere stati informati in tempo della possibilità di una missione speciale in Ucraina, motivo per cui non avrebbero dato il loro consenso. Gli ufficiali sono stati quindi convocati, sottoposti a un controllo ufficiale e poi licenziati. Adesso stanno tentando una causa per ottenere la reintegrazione.

Intervistato da Meduza, una rivista considerata dissidente, l'avvocato Mikhail Benyash ha dichiarato, come riportato da Repubblica, che“se ci fosse un conflitto in corso, o una situazione di emergenza, o la legge marziale, allora i termini contrattuali potrebbero essere cambiati senza il consenso degli interessati, e per 6 mesi. Ma qui non c'è un conflitto, c'è solo una operazione militare speciale. E la legge non prevede niente in merito. Quindi, tu ufficiale della Rosgvardia puoi andare in Ucraina, ma solo se sei d'accordo". Benyash ha inoltre affermato di avere ricevuto circa 200 richieste di assistenza, facendo intuire che ci sono altri soldati pronti a non partire. Anche un altro avvocato russo, Pavel Chikov, ha riportato su Telegram delle storie analoghe: casi come quello dei 12 militari si sarebbero verificati in Crimea, a Novgorod, Omsk, Stavropol. Del resto non si parla di operazioni anti-terrorismo o contro la criminalità organizzata, e non tutti se la sentono di prendere parte al conflitto in Ucraina. Ci sono fonti che parlano di veri e propri casi di diserzione fra le fila russe, ma le notizie devono essere prese con la dovuta prudenza.

A parlare di diserzione è anche il team di Aleksej Navalny, uno dei più noti oppositori del presidente russo Vladimir Putin. Il gruppo di attivisti ha recentemente diffuso l'audio di un colloquio tra militari russi, probabilmente intercettato in Ucraina, in cui si parla di forze speciali dei distaccamenti di Irkutsk, Omsk e Novosibirsk che non intendono partecipare al conflitto in Ucraina. Sono tante le informazioni relative a diserzioni o abbandoni, alcune delle quali diffuse dai servizi segreti inglesi, ma non sempre è possibile verificarle. Fra le notizie riportate, c'è anche quella di 300 soldati dell'Ossezia che, dopo aver partecipato a delle missioni in alcune città prese dai russi, avrebbero deciso di fare ritorno nella loro regione.

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