F-35, Lockheed svela la configurazione "Beast"

In configurazione Beast Mode l'F-35 della Lockheed potrebbe trasportare 16 missili per il dominio aereo: si tratta di una possibilità futura, non di una capacità attuale.

F-35, Lockheed svela la configurazione "Beast"

Con un grafico pubblicato sul proprio sito istituzionale, Lockheed Martin ha svelato il massimo carico comparativo di un F-35 in configurazione Stealth/Beast. Il grafico mostra a sinistra un F-35 in configurazione a bassa osservabilità, a destra la medesima piattaforma tattica con load-out ottimizzato in Beast Mode. Per una missione standard aria-aria l’F-35 trasporterebbe internamente quattro missili Aim-120 Amraam. In configurazione d’attacco al suolo, l’F-35 sarebbe armato con due AIM-120 e due Gbu-31. In entrambi i casi, secondo il grafico, si tratta del carico interno per missioni standard. Tuttavia se quello stesso F-35 fosse configurato in Beast Mode, la piattaforma della Lockheed potrebbe essere equipaggiata con 14 missili Amraam e due Sidewinder. Il carico utile si trasforma in sei Gbu-31, due AIM-120 Amraam e due AIM-9X Sidewinder nella configurazione d’attacco al suolo. Particolarmente interessante il testo a corredo del grafico.

“Le minacce in evoluzione rendono la superiorità aerea più importante che mai. E solo l'F-35 può fornire agli Stati Uniti e alle forze alleate di tutto il mondo la forza necessaria per sconfiggere le minacce mantenendo una consapevolezza situazionale ineguagliata. In modalità stealth, l'F-35 può infiltrarsi nel territorio nemico trasportando internamente il suo carico utile di 2,600 kg. Stabilito il dominio aereo l'F-35, configurato in modalità beast con una capacità combinata interna ed esterna di oltre diecimila kg, ritornerà in battaglia per finire il combattimento”.

L’F-35 nella guerra del futuro: Next Generation Jammer

Qualora scoppiasse un conflitto su larga scala contro un paese militarmente moderno (Cina o Russia), il Pentagono esclude da ogni pianificazione tattica di prima linea tutte le piattaforme aeree di quarta generazione. F-15 ed F-16 quindi, anche nelle loro versioni più performanti, non parteciperebbero alle prime fasi del conflitto e non prima di aver annullato la rete di difesa nemica S300/S400. Le capacità di disturbo elettronico del nemico sono tali da annullare le piattaforme antecedenti la quinta generazione. Il Pentagono si affiderebbe a quattro sistemi: F-22 per la superiorità aerea, F-35 per l’aspetto tattico ed i bombardieri B-2 e B-21. Per il Pentagono soltanto queste quattro piattaforme potrebbero sopravvivere in un ambiente ad alta densità e sfuggire ai missili terra-aria nemici di ultima generazione.

In una ipotetica guerra contro la Cina, il Pentagono schiererebbe la sua componente aerea in piccole unità, in tutto il Pacifico. Gli Stati Uniti stimano la perdita degli hub regionali già nelle primissime fasi del conflitto. Grazie alla tecnologia integrata, le piattaforme di quinta generazione dovrebbero essere in grado di operare impunemente senza alcun tipo di supporto a terra. F-15 e F-16 resteranno sempre nelle retrovie come moltiplicatori di forze.

Stealth non significa invisibilità

Le piattaforme a bassa osservabilità non sono ovviamente invisibili. Un profilo stealth è concepito per ritardare il rilevamento ed il tracciamento della sorgente nemica. L’F-35 è ottimizzato contro i radar a banda X, mentre potrebbe essere rilevato da sistemi che utilizzano frequenze più basse.

L’arsenale volante

Uno dei principali limiti della configurazione a bassa osservabilità è determinato dal carico interno delle piattaforme di ultima generazione. La capacità di trasportare internamente i sistemi d’arma è prerogativa essenziale per un profilo stealth pulito. Il problema è che l’F-22 trasporta soltanto sei missili BVR, l’F-35 soltanto quattro. La soluzione prospettata dell’Air Force è l’arsenale volante che si basa su una piattaforma, verosimilmente sarà il B-52, in grado di trasportare dalle retrovie decine di missili e bombe di precisione. Un’idea che l’Air Force ha preso in prestito dalla Marina, che ha convertito quattro sottomarini balistici classe Ohio per il trasporto di154 missili da crociera Tomahawk al posto dei 24 Trident. Appare evidente quanto l’Air Force faccia affidamento sulle piattaforme di quinta generazione, ma sembra più un esercizio dialettico che un reale piano operativo. Numeri alla mano, il Pentagono non può di certo sperare di presidiare le aree sensibili del pianeta e riuscire allo stesso tempo a vincere una guerra con la Cina o la Russia con soli 60/70 Raptor (123 convertiti al combattimento, ma bisogna considerare gli altri teatri ed i caccia in manutenzione). Da rilevare che per i militari statunitensi il combattimento ravvicinato è ormai fuori moda, ritenendo la migliore tecnologia implementata nelle piattaforme a decretare la vittoria nei contesti del futuro. Nella nuova dottrina, al caccia di quinta generazione spetterebbe l’avanscoperta oltre il raggio visivo grazie all’avionica di ultima generazione. Una volta identificata la minaccia, il caccia collegato in rete con l’arsenale volante, trasferirebbe le informazioni di puntamento. L’Air Force spinge per avere in linea delle forze da combattimento integrate in grado di svolgere svariati compiti in una sola missione. Le piattaforme stealth che non avrebbero più la necessità di inficiare il profilo, continuerebbero a coordinare molteplici attacchi dagli arsenali volanti operativi nelle retrovie. La capacità interna di un F-35, con tutte la buone intenzioni che si possano avere e provare per lo JSF, non è da caccia da superiorità aerea. Ed in effetti non lo è, in quanto piattaforma esclusivamente tattica. L’F-35 non è stato progettato per il dogfighting ne per duellare nell’uno contro uno. E’ stato pensato per eliminare il nemico a distanza. L’Arsenale volante rappresenta l’ennesimo mutamento negli indirizzi strategici per sopperire al divario numerico tra le piattaforme statunitensi e quelle nemiche

Nasce l’F-15 2040C

L’F-15 2040C potrebbe diventare il primo moltiplicatore di forze, aprendo l’era dell’ arsenale volante. Boeing propone all’Air Force una serie di modifiche per l’estensione della vita operativa degli F-15C che consentirebbero una migliore capacità di integrazione con le piattaforme di quinta generazione come l’ F-22 Raptor della Lockheed Martin. Il pacchetto F-15 2040C consentirebbe all’Eagle di raddoppiare il numero dei missili trasportati. L’aggiornamento conferirebbe agli F-15C maggiore autonomia ed avionica di ultima generazione. Secondo la Boeing, il pacchetto di aggiornamento "aiuterà l’aviazione americana a mantenere le sue capacità di Air Dominance fino all’avvento della prossima generazione di velivoli”. Nello specifico, l’F-15 2040C potrà trasportare 16 missili aria-aria e sarà dotato del Talon HATE, una completa suite di comunicazione integrata con il Raptor. Il pacchetto comprende anche il radar attivo a scansione elettronica Raytheon APG-63 (v)3 ed i sistemi di guerra elettronica Eagle Passive/Active Warning Survivability System (EPAWSS).

F-35 : perché la configurazione Beast?

Il caccia universale

Il concetto di caccia universale è stato un totale fallimento per il Pentagono. Il programma Joint Strike Fighter semplicemente non ha funzionato nel modo in cui i militari avevano sperato con sogno di un caccia universale rimasto tale. Per capire di cosa stiamo parlando, bisogna ritornare agli esordi del programma JSF. Tra le direttive del Pentagono, oltre alle specifiche tipiche di un caccia tattico a bassa osservabilità, una linea principale di volo formata da tre versioni dello stesso caccia che avrebbero dovuto condividere il 70% delle parti in comune. Il programma Joint Strike Fighter, quindi, nasceva con l’obiettivo di sostituire le otto principali famiglie di piattaforme in servizio con gli Stati Uniti con tre varianti dell’F-35: la versione A per l’Air Force, la B con un sistema propulsivo diverso per il Corpo dei Marine e la C ottimizzata per l’US Navy. La speranza del Pentagono era quella di avere una sola piattaforme in grado di sostituire F-15 e F-16 nel dogfight. In grado di eccellere nel ruolo CAS in sostituzione dell’A-10 e che fosse in grado di rilevare l’intera flotta Hornet. A supporto dei Marine, l’F-35 avrebbe rimpiazzato l’Harrier. L’innegabile vantaggio economico di una sola piattaforma avrebbe incrementato l'efficienza nella produzione e formazione, risparmiando centinaia di miliardi di dollari. Il Pentagono, se avesse avuto quella piattaforma polivalente, avrebbe stornato le somme risparmiate negli altri programmi della Difesa. Un caccia per certi versi modulare, in grado di essere modificato in tempi relativamente brevi, forte di quel 70% dei sistemi in comune tra le tre versioni dello stesso caccia. Quel 70% di parti in comune tra le tre varianti, si rivelerà impossibile da raggiungere. Oggi, grazie anche alle continue specifiche che ogni ramo delle forze armate ha preteso nella propria variante, le versioni A, B e C dell’F-35 sono per lo più incompatibili tra di loro. Le tre versioni hanno soltanto il 20/25% delle parti in comune. La natura concettuale dello Joint Strike Fighter non ha funzionato nel modo in cui i militari speravano, con la nascita di una piattaforma universale. La cosa principale che le tre versioni hanno in comune è la designazione F-35. Per il resto, anche il disegno inizia a differenziarsi a seconda delle versioni. La sesta generazione non avrà alcuna sovrapposizione tra Marina ed Aeronautica: saranno aerei profondamente diversi.

F-35: sistema d'arma in divenire

Dobbiamo chiarire un altro punto: l'F-35 è ancora un sistema d'arma in divenire, viziato da un problema concettuale. L’F-35 è stato pensato per essere utilizzato dai tre rami principali delle forze armate Usa, ognuna delle quali aveva precise richieste. Come risultato, l'aereo è stato progettato per essere un bombardiere, una piattaforma tattica e per il supporto alla fanteria. Dobbiamo pensare all’F-35 come parte di un'architettura complessa composta da diverse piattaforme. L’F-35 dovrebbe conferire innegabili vantaggi in un determinato contesto operativo grazie alla sua bassa osservabilità, capacità dei sensori di bordo ed integrazioni delle informazioni con altre piattaforme. Fattori che conferiscono all'F-35 un enorme vantaggio rispetto ai velivoli che andrà a sostituire. Non è ovviamente un caccia puro. In primo luogo perché non possiede la quota né la velocità dell’F-22, ma dovrebbe essere in grado di eliminare i nemici sfruttando la sua bassa osservabilità e l’avionica (anch’essa in divenire). I velivoli di quinta generazione come l’F-22 e l’F-35 non sono caccia puri, non sono dei veri fighter. Sono velivoli ottimizzati per diversi regimi di minacce ed in grado di compiere svariate missioni. Proprio il velivolo specifico non esiste più. Esiste, invece, la piattaforma aerea multiruolo che può svolgere una miriade di missioni egregiamente, probabilmente non eccellendo in nessun ruolo. L’F-35 non è stato progettato per il dogfighting ne per duellare nell’uno contro uno. E’ stato pensato per eliminare il nemico a distanza. Qualora dovesse fallire, l’F-35 senza caccia di scorta puri, potrebbe non tornare alla base. Ed è un dato di fatto.

Nasce il branco F-35?

Pubblicamente la configurazione Beast aria-aria pari a sedici missili non è mai stata testata sull’F-35: parliamo quindi di un carico teorico, anche se ignoriamo possa essere compatible con le tre versioni dello JSF (Lockheed non lo dice). Nella strategia di sviluppo del programma JSF, il Beast mode aria-aria non risulterebbe nella timeline software. Hardware e specifiche risorse per tale configurazione sembrerebbero non esistere. Si tratta quindi una configurazione teorica che potrebbe essere inclusa nei futuri Block. Dobbiamo quindi tentare di capire la reale valenza del grafico della Lockheed Martin. Possiamo disquisire all'infinito sul problema concettuale dell'F-35, ma l'obiettivo del grafico è la prospettiva teorica. Sui nuovi asset si plasmano le future tattiche e quell'arsenale volante di quinta generazione stuzzica non poco. Soffermiamoci sul testo a corredo oltre alla evidente questione marketing (perché proprio quella configurazione aria-aria?). Si parla di "dominio aereo" e non di "superiorità aerea". Sono due cose diverse. Il dominio aereo è un termine coniato e valido solo per l'F-22, primo caccia operativo di quinta generazione. Riferendosi al dominio, Lockheed intende suggerire una modalità arsenale volante aria-aria con formazioni F-22/F-35? In realtà quando parliamo di arsenale, dobbiamo pensare anche ai droni in quel ruolo.

E' un messaggio della Lockheed rivolto ai sostenitori (in patria ed all’estero) delle piattaforme di quarta generazione profondamente legati alla loro affidabilità e carico utile? Un tentativo di vendere l'F-35 non solo come vettore tecnologico di prima fascia, ma come piattaforma missilistica da battaglia per il dominio aereo integrato? E’ quindi l’F-35 il vero arsenale volante nella tattica aerea del futuro?

E’ un messaggio rivolto a quegli alleati che non dispongono di un caccia di ultima generazione? Senza dubbio una affascinante idea concettuale: F-35 in configurazione stealth collegato con le Bestie, non furtive, nelle retrovie per imporre il dominio aereo in un contesto di ultima generazione. Si tratta di innovative e suggestive tattiche cooperative per i primi branchi di quinta generazione?

In base alle informazioni pubbliche, l'F-35 potrebbe teoricamente trasportare sedici missili aria-aria. Si tratta di una possibilità, non di una capacità attuale.

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