Sparatoria davanti alla chiesa: ferito prete ortodosso a Lione

A Lione un prete ortodosso è stato ferito a colpi di arma da fuoco nei pressi di una chiesa. L'aggressore è in fuga

Sparatoria davanti alla chiesa: ferito prete ortodosso a Lione

Dopo Nizza tocca a Lione: attimi di terrore in Francia, dove un prete ortodosso è stato ferito a colpi di arma da fuoco nei pressi di una chiesa. L'autore del gesto, che ha utilizzato un fucile a canne mozze, è in fuga.

Spari su un prete ortodosso

Il prete, Nicolas K., 52 anni, di nazionalità greca e padre di tre figli, è stato colpito intorno alle 16 mentre era "in procinto di chiudere la sua chiesa". Era cosciente quando sono arrivati i soccorsi ma versa in gravissime condizioni. I media francesi hanno aggiunto che l'uomo, prima di essere trasportato in ospedale, sarebbe riuscito a dire che non conosceva il suo aggressore. Gli abitanti della città hanno sentito due spari. "Gli hanno sparato due volte allo stomaco", ora è in rianimazione, ha aggiunto una fonte della polizia.

Il ministero dell'Interno francese ha diramato una nota in cui avverte la cittadinanza che è tuttora in corso un'operazione di polizia nel settimo arrondissement della città di Lione. In questo momento, ha sottolineato Le Progrés, un significativo dispiegamento di forze di sicurezza è presente in rue du Père Chevrier, vicino alla una chiesa greca nel quartiere Jean Macé dove è avvenuta l'aggressione. Il perimetro è stato transennato dalla polizia, che sta ancora cercando l'assalitore.

Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire il movente dell'assalto. A Parigi è stata aperta un'unità di crisi presso il Ministero dell'Interno per fare luce sulla vicenda. Il primo ministro Jean Castex, in visita in Normandia, ha fatto sapere che rientrerà subito nella capitale francese. Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Figaro il prete attaccato aveva avuto in passato una disputa con l'aggressore. Per il momento ancora non è stata stabilita la pista terroristica.

Escalation di violenza

In Francia le ultime settimane sono state segnate da due terribili episodi legati al terrorismo islamico. Prima la decapitazione di un insegnante a Parigi da parte di un 18enne ceceno, furioso perché il professore aveva mostrato in classe, ai suoi ragazzi, le vignette satiriche di Charlie Hebdo.

A distanza di pochi giorni Brahim Aoussaoui, tunisino 21enne, ha ucciso tre persone all'interno della cattedrale di Notre-Dame-de-l'Assomption di Nizza. Entrambi gli episodi sono avvenuti al termine di una durissima escalation di tensioni tra la Francia e il mondo islamico.

Emmanuel Macron, per cercare di calmare le acque, aveva scritto sul proprio profilo Twitter che Parigi non ha messo nel mirino alcuna religione. "Contrariamente a quanto ho sentito e visto molto sui social in questi giorni, il nostro Paese non ha problemi con nessuna religione. Tutti praticano liberamente! Nessuna stigmatizzazione: la Francia è attaccata alla pace e alla convivenza", ha affermato il presidente francese. Il cinguettio è stato pubblicato anche in lingua araba.

Nel frattempo proseguono nelle nazioni musulmane le contestazioni contro Macron, accompagnate dal

boicottaggio dei prodotti francesi in seguito alle dichiarazioni del capo dell'Eliseo sul "separatismo" di parte della comunità musulmana e alla sua difesa delle vignette su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo.

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