"Continuano a volare...". Che cosa fanno davvero i jet degli oligarchi

I radar hanno intercettato i voli dei jet privati degli oligarchi anche dopo l'entrata in vigore del divieto di volo per le sanzioni occidentali alla Russia: ecco le loro traiettorie

"Continuano a volare...". Che cosa fanno davvero i jet degli oligarchi

Gli oligarchi russi se ne fregano e continuano a volare con i loro jet all'interno dell'Unione europea nonostante le sanzioni imposte alla Russia e i divieti di volo dopo l'invasione di Putin all'Ucraina. È un'inchiesta del The Guardian con la collaborazione del'Occrp (Organized Crime and Corruption Reporting Project), consorzio di centri investigativi, media e giornalisti che opera in Europa orientale, Caucaso, Asia centrale e America centrale a far luce sugli spostamenti di molti miliardi russi tra Igor Shuvalov (ex vice primo ministro), Alisher Usmanov e Roman Abramovich per fare alcuni dei nomi più importanti.

Le traiettorie di Shuvalov

Tramite radar è stato possibile rintracciare le rotte di volo con decolli e atterraggi degli oligarchi russi: se in alcuni casi i divieti sono stati rispettati, altri movimenti hanno dimostrato l'esatto opposto. Come abbiamo visto sul Giornale.it, Dubai, Caraibi e Mosca sono le località preferite dove rintanarsi oltre agli Emirati Arabi Uniti, molto popolari come centro finanziario e ricreativo. Però, i jet collegati a Shuvalov sono stati rintracciati mentre volavano in entrata e in uscita da alcuni aeroporti Ue dopo il blocco imposto il 23 febbraio. Il suo "Bombardier Global Express" ha volato più volte tra Ginevra, Monaco, Parigi, Milano ed Helsinki dopo quella data come si evince dai dati forniti da Flightradar24.

Dove si è spostato Usmanov

Il miliardario Alisher Usmanov, uno degli oligarchi fedelissimi di Putin che ogni estate attraversa con il suo mega yacht le acque della Costa Smeralda, al quale è stata da poco sequestrata la Mercedes "Maybach S650 Guard VR10", immatricolata come fosse un furgone e veicolo blindato a prova di bomba e del valore di 533mila euro, ha volato con i suoi jet anche dopo essere stati banditi dallo spazio aereo Ue dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, secondo i dati di ADS-B Exchange, un sito web che raccoglie i dati del transponder dell'aeromobile in tempo reale. L'Airbus A340 di Usmanov che ogni estate atterrava all'aeroporto di Olbia, è decollato da Monaco la sera del 28 febbraio, il giorno dopo l'imposizione del divieto di volo e lo stesso giorno in cui Usmanov è stato aggiunto all'elenco delle sanzioni del blocco. L'altro suo jet è decollato da Firenze nello stesso giorno con direzione l'Uzbekistan ma il segnale radar è stato spento dalle parti del Turkmenistan.

"Nessun illecito"

Un portavoce di Usmanov ha affermato che le sanzioni contro l'oligarca si basavano su presupposti "errati" riguardo al rapporto con il Cremlino, aggiungendo che i suoi beni, compresi i jet privati, erano stati trasferiti a fondi irrevocabili molto prima che fossero imposte sanzioni contro il miliardario. "Neghiamo che ci sia stato qualsiasi illecito o tentativo di evitare che i beni venissero sanzionati", ha affermato il portavoce come sottolinea il The Guardian. "Per quanto riguarda il rispetto delle regole di partenza degli aeromobili, la nostra dettagliata analisi legale non ha riscontrato violazioni. Per quanto ne sappiamo, la partenza è stata effettuata in conformità con il permesso dell'autorità autorizzata del paese da cui è partito l'aeromobile", ha sottolineato il portavoce.

Dove è volato Abramovich

Ben prima di subire un presunto avvelenamento dopo il contatto con un agente chimico nocivo, Abramovich era scappato dalle sanzioni occidentali mettendo al sicuro in Turchia i suoi yacht, compreso l'Ecplise, il secondo più lungo del mondo. È andata male, però, con i jet legati all'oligarca russo, "sorpresi" a volare anche nelle settimane successive all'invasione dell'Ucraina. Uno, un Bombardier Global 6000, si trova adesso fermo in Lettonia per il mancato permesso di decollo dalle autorità in attesa della conferma della sua proprietà da parte delle autorità lussemburghesi dove l'aereo è registrato. Anche uno stretto collaboratore di Abramovich, Eugene Shvidler, ha subìto il sequestro di due jet dalle autorità britanniche negli aeroporti di Londra Biggin Hill e Farnborough. Nel primo caso, il volo era stato effettuato il 27 febbraio, nel secondo il 4 marzo con il divieto di volo nel Regno Unito entrato in vigore due giorni prima.

Quali sono le sanzioni

Le norme sulle sanzioni dell'Ue consentono, a coloro che sono colpiti dalle restrizioni, di effettuare pagamenti per soddisfare "esigenze di base" come accade per le le spese legali, ma non menzionano le spese associate ai movimenti di aerei privati, come l'acquisto di carburante per gli aerei. Se non possono decollare, come è possibile che si siano riforniti di carburante "occidentale"? È chiaro che qualcuno negli aereoporti dell'Unione li abbia autorizzati e riforniti. Anche in questo caso, rimane un piccolo mistero.

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