Inchiesta Metropol, chiesti sei mesi di proroga

Gianluca Savoini, Gianluca Meranda e Francesco Vannucci sono indagati per corruzione internazionale nell'ambito della vicenda sui presunti fondi russi destinati alla Lega

Metropol, la procura di Milano chiede sei mesi di proroga. Come riporta l'agenzia LaPresse, i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta hanno chiesto una proroga di 6 mesi di tempo per approfondire l'inchiesta per corruzione internazionale sui presunti fondi russi alla Lega che coinvolge Gianluca Savoini, presidente dell'Associazione Lombardia-Russia, l'avvocato cosentino Gianluca Meranda e il suo collaboratore Francesco Vannucci. Al centro, l'incontro del 18 ottobre 2018 all'Hotel Metropol di Mosca con alcuni funzionari russi. La richiesta della Procura è arrivata sul tavolo del gip Alessandra Clemente ed è all'esame del magistrato. L'avvocato di Savoini, Lara Pellegrini, ha ricevuto ieri mattina l'avviso da parte del gip Clementi e ora le difese dei tre imputati avranno 5 giorni di tempo per depositare eventuali memorie e poi il gip deciderà se concedere o meno la proroga.

Come riporta Libero, gli inquirenti si sarebbero concentrati in questi mesi sulla ricostruzione della rete di telefonate e contatti avuti da Savoini prima dell'incontro all'hotel Metropol di Mosca del 18 ottobre 2018 durante il quale, secondo l'accusa, assieme a Meranda e Vannucci avrebbe trattato con intermediari russi un affare legato alla compravendita di idrocarburi per un valore di 65 milioni di dollari, operazione che sarebbe servita a finanziare la campagna elettorale della Lega per le elezioni europee di maggio 2019. In particolare, secondo quanto emerso nelle scorse settimane, l'attenzione dei magistrati si concentrerebbe su Gianluca Meranda, che aveva la curiosa abitudine di registrare le chiamate.

Sarebbero una una ventina le telefonata registrate nel cellulare di Meranda finite sono sotto la lente dei magistrati milanesi che si occupano dell'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. L'avvocato avrebbe registrato le chiamate tramite un'applicazione per smartphone. Massimo riserbo su quali siano gli interlocutori con cui l'avvocato cosentino avrebbe parlato in quel periodo al telefono e delle cui voci di cui è rimasta traccia sullo smartphone. Inoltre, recentemente, è stata sentita una nuova testimone: la giornalista dell agenzia di stampa Tass Irina Aleksandrova.

Perché i pm chiedono una proroga? Secondo quanto ipotizzato da Libero, non è da escludere il fatto che, al momento, i pm abbiamo raccolto una serie di indizi ma nessuna prova schiacciante che possa giustificare un eventuale condanna per corruzione internazionale. Per questo, potrebbero avere bisogno di più tempo per raccogliere ulteriori tasselli. L'unica prova sostanziale ad oggi nota è la fotografia di un appunto che delinea la spartizione tra russi e delegazione italiana dello sconto sulla fornitura di gasolio oggetto dell'incontro: del 10 per cento di sconto, il 6 resterebbe in tasca ai russi, il 4 agli italiani. È il 4 per cento che in parte, secondo l'ipotesi della Procura di Milano, doveva poi alimentare la campagna elettorale della Lega. In realtà che i soldi non abbiano viaggiato ne sono ormai quasi convinti anche i pm milanesi. Ma questo non ferma l'inchiesta, perché il reato di corruzione internazionale viene commesso anche se tutto si ferma alle promesse di tangente. Il caso Metropol è esploso dopo le rivelazioni del sito americano Buzzfeed dello scorso luglio.

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Commenti

cgf

Mar, 04/02/2020 - 13:43

non hanno trovato nulla e sperano che per le prossime regionali…