La lettera di governatori e sindaci alla Germania: "Sugli eurobond comportatevi da grande Paese"

Pubblicata sulla Faz la lettera di Calenda, Sala, Toti, Bonaccini e altri sindaci italiani per chiedere alla Germania di cambiare punto di vista sugli eurobond: "In gioco c'è la sopravvivenza dell'Unione europea"

La lettera di governatori e sindaci alla Germania: "Sugli eurobond comportatevi da grande Paese"

Una lettera in tedesco pubblicata sul quotidiano di Francoforte, la città sede delle istituzioni finanziarie europee, per chiedere alla Germania di invertire la rotta e dare il via libera all’emissione degli eurobond, lo strumento finanziario invocato da nove Paesi europei e al centro di un braccio di ferro che va avanti da settimane. Sullo sfondo c’è l’emergenza sanitaria e la crisi economica che avanza di pari passo con il virus.

Per questo l’eurodeputato e leader di Azione, Carlo Calenda, assieme ad altri undici amministratori locali di diverse estrazioni politiche chiede al governo tedesco di assumere un atteggiamento di maggiore solidarietà."Dopo trent’anni in cui l’unica cosa rilevante è stata l’economia, oggi la sfida torna ad essere come in passato, politica, culturale e umana", si legge nell’incipit dell'appello apparso sul Frankfurter Allgemeine Zeitung. "La prima sfida – prosegue la lettera - riguarda l’esistenza stessa dell’Unione europea".

"Oggi l’Ue non ha i mezzi per reagire alla crisi in modo unitario, e se non dimostrerà di esistere cesserà di esistere", è l’avvertimento di sindaci e governatori di regione. Quello dell’Emilia, Stefano Bonaccini, e della Liguria, Giovanni Toti, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, quello di Venezia, Luigi Brugnaro, di Genova, Marco Bucci e di Bergamo, una delle città più colpite dal Covid-19, Giorgio Gori, sono tra coloro che hanno aderito all’iniziativa bipartisan.

Lo scopo, spiega Calenda su Twitter, è "parlare ai tedeschi perché ricordino come dovrebbe comportarsi un grande Paese durante un'emergenza". In gioco, sottolineano i politici italiani, c’è la sopravvivenza delle istituzioni europee."Nove Stati europei, tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio hanno proposto l'emissione di eurobond", si legge nell’appello, non per chiedere "la mutualizzazione dei debiti pubblici pregressi", ma per "dotare l'Unione europea di risorse sufficienti per un grande 'rescue plan' europeo, sanitario, economico e sociale".

I rappresentanti italiani puntano il dito contro l’Olanda: "Capeggia un gruppo di Paesi che si oppone a questa strategia e la Germania sembra volerla seguire". L’atteggiamento olandese, accusano i politici di casa nostra, manca di "etica e solidarietà". "Attraverso un regime fiscale 'agevolato’ sta sottraendo da anni risorse fiscali a tutti i Paesi europei – prosegue l’appello - a farne le spese sono i nostri sistemi di welfare e dunque i nostri cittadini più deboli, quelli che oggi sono più colpiti dalla crisi".

E poi c’è l’invito ai tedeschi ad imparare dalla storia del secondo dopoguerra: "Nel 1953 a Londra, 21 Paesi (tra cui Francia, Italia, Spagna e Belgio) consentirono alla Germania di dimezzare il debito e di dilazionare i pagamenti del debito restante, in questo modo, la Germania poté evitare il default". "Di quella decisione dell'Italia siamo ancora oggi convinti e orgogliosi", aggiungono i politici italiani, che ora chiedono agli "amici tedeschi" di usare "la memoria" per "prendere le decisioni giuste".

"Il vostro posto è con i grandi Paesi europei, il vostro posto è con l'Europa delle istituzioni, dei valori di libertà e solidarietà – sottolineano - non al seguito di piccoli egoismi nazionali". "Dimostriamo insieme che l'Europa è più forte di chi la vuole debole", è l’appello finale. Sui social le reazioni sono contrastanti. Molti apprezzano il gesto, ma c’è anche chi critica l’iniziativa. Duro il commento del giornalista Fabrizio Rondolino: "Avete portato anche voi il vostro piccolo contributo alla distruzione dell’Europa, in piena subalternità alla destra, dipingendo la solita Italietta piagnona che vuole i soldi".

Per l’economista Lorenzo Bini Smaghi, invece, il debito dei tedeschi "in gran parte della prima guerra mondiale, e causa di alcuni problemucci a leggere Keynes, non c’entra nulla con la situazione attuale". "In mezzo a una Pandemia noi non chiediamo cancellazioni ma di dotare l’UE di risorse, e viceversa siamo stati disponibili con loro in un momento di difficoltà, Se gli italiani che stanno nel mondo, finiscono per essere sempre sottomessi al mondo, rimarranno solo i Sovranisti", è la replica di Calenda su Twitter.

Commenti