Midterm, così i democratici vogliono convincere i millenials

I democratici puntano su una campagna fatta di movimenti indipendenti e progressisti sperando che gli under-30 e i giovanissimi decidano di votare per loro

Occhi puntati sui millenials per queste elezioni di Midterm. Alle precedenti legislative del 2014, soltanto un giovane su cinque si era recato alle urne. E alle elezioni del 2016, quelle che hanno portato ell'elezione di Donald Trump nella sfida contro Hillary Clinton, i giovanissimi si erani detti da subito molto sfiduciati sul valore del loro voto. E molti non erano andati a votare.

Per queste elezioni di Midterm, il voto dei millenials potrà essere decisivo. E per questo motivo, i due partiti hanno deciso di puntare molto sulla conquista dei voti dei giovani e dei giovanissimi: soprattutto i democratici. I Dem sanno che la fascia under 30 è quella che si definisce più apertamente progressista. Lo zoccolo duro del voto repubblicano si basa saull'America conservatrice, profonda, generalmente pià avanzata d'età.

I democratici, invece, per rovesciare le carte fra Camera dei Rappresentanti e Senato, sperano nel voto della fasce più giovani. E in questa lotta, non c'è solo la sfera dei partiti, ma anche quella della società civile. Una galassia di movimenti indipendenti come la March for Our Lives, nata dopo i fatti di Parkland, in Florida, che ha avuto un peso determinante in molti luoghi in cui si è svolta la campagna elettorale. I democratici sperano in loro, e nella loro capacità di orientare il voto dei coetanei. Gli attivisti di queste associazioni hanno invaso cinema, discoteche, teatri, biblioteche e università. E molti ragazzi, come riporta una studio dell'università di Harvard, hanno dichiarato di essere stati convinti a votare proprio da questi movimenti giovanili.

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