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Migranti, 10mila euro dall'Ue per ogni rifugiato ricollocato

La Commissione Ue chiede regole comuni per le procedure d'asilo e l'accoglienza dei migranti in tutti gli Stati europei

Migranti, 10mila euro dall'Ue per ogni rifugiato ricollocato

L’Europa vuole regole comuni sulla gestione dei richiedenti asilo. Va in questa direzione la proposta di revisione delle leggi comunitarie in materia approvata oggi dalla Commissione europea, con cui Bruxelles si impegna a costruire un sistema di procedure d’asilo comuni, per evitare che i migranti continuino ad attraversare in modo incontrollato i confini interni europei e per convincere i Paesi più scettici ad accettare il piano di ricollocamento.

Lo scopo del regolamento con cui la Commissione Ue intende aggiornare la direttiva sulle procedure d’asilo è quindi stabilire nuove regole che eliminino le differenze interne agli Stati membri nell'iter burocratico per il riconoscimento del diritto d’asilo, che riducano gli spostamenti secondari dei migranti all’interno dei confini e che assicurino ai profughi maggiori garanzie. Tra le novità proposte dalla Commissione, la prima riguarda i tempi del trattamento delle domande, che dovranno essere ridotti. Le richieste, infatti, dovranno essere esaminate entro un tempo massimo di sei mesi, con la possibilità di avvalersi di una proroga di tre mesi solamente nel caso di "pressione sproporzionata" sul sistema nazionale d'asilo o nei casi in cui la domanda in esame sia particolarmente complessa. Un mese, o due al massimo, invece, sono previsti per completare le domande inammissibili o infondate.

La Commissione introdurrà, inoltre, una lista unica di Paesi sicuri, che dovrà sostituire quelle attualmente in vigore nei singoli Stati. Con l’introduzione dei nuovi regolamenti tutti gli Stati membri dovranno adeguarsi agli standard comunitari riguardanti le strutture per la ricezione dei profughi e la tipologia del sostegno statale. Tutti i governi saranno obbligati ad adottare regole comuni sui “permessi di residenza, i documenti di viaggio, l'accesso a lavoro, scuole, servizi sociali e sanitari”. In questo modo per i rifugiati sarà più facile e veloce accedere al mercato del lavoro europeo, a fronte dell’obbligo per i richiedenti asilo di non spostarsi dal Paese in cui sono stati ricollocati. Per chi non collabora con le autorità e per chi non rispetta le regole sui movimenti secondari sono previste sanzioni, così come, al contrario, sono state previste, invece, ulteriori tutele per i casi particolarmente gravi e per il trattamento dei minori non accompagnati.

Per venire incontro al fronte dei Paesi membri che si oppongono al piano di ricollocamento dei migranti messo a punto dalla Commissione, Bruxelles è disposta inoltre a stanziare 10mila euro per ogni migrante che gli Stati membri accetteranno di ricollocare sul proprio territorio. Il contributo economico che la Commissione inserirà all’interno della strategia per il ricollocamento dei migranti sarà preso dal Fondo per l'Asilo, la migrazione e l'integrazione (Amif). In più la Commissione intende andare avanti con i ricollocamenti dei migranti che continuano a sbarcare soprattutto sulle coste greche ed italiane, attraverso piani operativi annuali, nell’ambito dei quali gli Stati membri potranno decidere sia il numero dei rifugiati da accogliere, sia i Paesi di provenienza.

L’Ue ha annunciato, infine, che le domande d’asilo potranno essere soggette a revisione periodica, e lo status di “rifugiato” potrà decadere qualora non sussistano più le condizioni di criticità nei Paesi d’origine. Le nuove proposte legislative "contribuiscono a creare un clima più favorevole per l'attuazione delle decisioni prese, e auspico che tale attuazione avvenga presto", ha detto il commissario per l'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, con evidente riferimento al piano per i ricollocamenti dei migranti che fatica ad essere pienamente attuato. "I cambiamenti creeranno una genuina procedura d'asilo comune e garantiranno che i richiedenti asilo siano trattati in modo eguale e appropriato, a prescindere dallo Stato membro in cui faranno la loro richiesta", ha detto Avramopoulos commentando le nuove proposte della Commissione europea che dovranno essere valutate nei prossimi mesi dai governi nazionali e dal Parlamento di Bruxelles.

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