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Nobel per la pace, la risposta di Mosca: sequestrata sede della Memorial ong

Un tribunale della Federazione Russa ha ordinato il sequestro degli uffici moscoviti della Memorial, l'organizzazione non governativa che - assieme all'attivista bielorusso Ales Bialiatski e all'ucraino Centro per le libertà civili - si è aggiudicata il Premio Nobel per la Pace

Nobel per la pace, la risposta di Mosca: sequestrata sede della Memorial ong

La risposta di Mosca al premio Nobel per la Pace conferito alla fondazione Memorial International assume il sapore della sfida. Il tribunale del distretto di Tverskoi ha decretato l'espropriazione a favore dello Stato della sede della Ong Memorial. Coincidenza? La decisione è arrivata a poche ore dalla decisione del Comitato norvegese, che ha conferito il premio per la Pace del 2022 all'attivista per i diritti umani bielorusso Ales Bialiatski, all'associazione per i diritti umani russa Memorial e all'organizzazione per i diritti umani ucraina il Centro per le libertà Civili.

Non è la prima volta, del resto, che la fondazione finisce nel mirino della Russia. Nel dicembre 2021 la Corte suprema russa aveva ordinato lo scioglimento della Memoria International, impegnata tra le altre attività nella conservazione e recupero delle storie delle vittime dei gulag sovietici.

La Russia con questa decisione rabbiosa cancella un pezzo importante della propria stessa storia. L'associazione Memorial è nata in Unione sovietica alla fine degli anni Ottanta per promuovere la ricerca storica e tutelare la memoria delle vittime dello stalinismo. In seguito ha aperto altre sedi, nel territorio russo e all'estero: in Ucraina, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia e Polonia.

Dopo la notizia del prestigioso riconoscimento ricevuto Oleg Orlo, leader storico dell'ong russa, aveva commentato in questo modo: "È un onore ricevere il premio Nobel insieme all'ucraino Center for Civil Liberties. Noi siamo sotto pressione, loro sotto il fuoco del nostro esercito. E anche in queste condizioni continuano a lavorare. È un immenso onore essere al loro fianco". Questo Nobel, ha aggiunto il presidente di Memorial international Ian Rashinski, dà "la forza morale a tutti i militanti russi dei diritti umani" in "tempi deprimenti".

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