Nuova costituzione di Cuba: no comunismo, sì proprietà privata

Il Parlamento di Cuba ha approvato la riforma della Costituzione che modifica quella del 1976

Una nuova riforma costituzionale è stata approvata ieri dall’Assemblea nazionale del potere popolare di Cuba. L’Avana avrà presto una nuova Costituzione che sostituirá quella comunista del lontano 1976. Redatta da una commissione presieduta dall’ex presidente Raúl Castro, la nuova Carta di Cuba sarà composta da un preambolo e da 224 articoli. Il testo verrà sottoposto ad una cosultazione nelle 15 provincie cubane tra il 13 agosto e il 15 novembre. Non è esclusa anche la possibilitá di ricorrere a referedum popolare per l’approvazione definitiva della bozza costituzionale.

La cancellazione della parola “comunismo” e il riconoscimento della proprietá privata sono tra le assolute novitá istituzionali approvate dal Parlamento di Cuba nella nuova Carta costituzionale. Se infatti l’articolo 5 della Costituzionel del 1976 ribadiva l’impegno dello Stato e del partito comunista nella “costruzione del socialismo e nell’avanzamento della societá comunista”, con l’attuale riforma ogni riferimento al comunismo dovrebbe – almeno formalmente – venir meno. Quel che resta alla Carta è la forte vocazione socialista della societá cubana guidata dal presidente Miguel Díaz-Canel.

A livello economico invece il Parlamento cubano si é espresso favorevole all’introduzione del concetto di mercato, con l’apertura dell’isola di Cuba ad investimenti esteri e alla gestione privata di alcuni settori dell’economia. Riformato anche l’articolo 68 relativo ai matrimoni. Nella nuova carta costituzionale cubana qualsiasi distinzione e specificazione di genere viene meno. Cuba apre cosí una via legale ai matrimoni tra persone omosessuli. Secondo la nuova Costituzione inoltre le cariche di presidente, vicepresidente e primo ministro avranno un limite di due mandati quinquennali.