Pakistan, partorisce una bimba e il marito le dà fuoco

Nella regione del Punjab, in Pakistan, un uomo ha dato fuoco a sua moglie, perché colpevole di aver partorito una bambina, anziché un maschio. La donna è morta dopo un mese di agonia

Pakistan, partorisce una bimba e il marito le dà fuoco

È morta dopo un mese di agonia una donna pakistana bruciata viva dal marito, per aver messo al mondo una bambina, anziché un maschio, come avrebbe desiderato l’uomo.

È successo nella regione del Punjab, in Pakistan, dove un uomo ha dato alle fiamme sua moglie e sua figlia appena nata. L’unica “colpa” della donna? Quella di aver partorito una bambina, invece di un maschietto. Una circostanza evidentemente intollerabile per il marito, che ha compiuto il gesto estremo. La piccola, fortunatamente, è riuscita a sopravvivere alle gravi ustioni grazie alle cure prestatele dai medici. Per la madre, invece, non c’è stato nulla da fare.

Casi come questo, purtroppo, sono molto frequenti nella Repubblica islamica del Pakistan. Sono oltre mille ogni anno, infatti, le donne abusate ed uccise all'interno delle mura domestiche a causa del mancato rispetto delle convenzioni sociali e religiose. Moltissime donne vengono rapite e violentate, e molte di loro subiscono quotidianamente soprusi e sono costrette a lavorare in condizioni di schiavitù. Lo scorso giugno, ad esempio, una donna è stata bruciata viva ad Islamabad per aver rifiutato una proposta di matrimonio, ed un’altra è stata data alle fiamme da sua madre per essere scappata con un uomo di etnia diversa rispetto alla sua. Alle donne appartenenti alle minoranze religiose, come quella cristiana o induista, inoltre, spesso vengono imposti matrimoni forzati con uomini musulmani, per costringerle ad abbandonare la loro fede e convertirsi all’Islam.

Per cercare di arginare la situazione il governo di Islamabad ha varato la settimana scorsa un provvedimento volto a contrastare questi crimini che, purtroppo, risultano essere all’ordine del giorno nel Paese. Tuttavia, le pene previste per questo tipo di violenze appaiono leggere rispetto alla gravità dei crimini commessi. Il marito della donna, rischia, infatti, secondo la nuova legge approvata la scorsa settimana, fino ad un massimo sei mesi di reclusione e 5mila euro di multa. I gruppi politici più conservatori, di ispirazione islamica, inoltre, si oppongono con forza a questo tipo di provvedimenti. Punire la violenza sulle donne e il cosiddetto “delitto d’onore” è considerato, infatti, dalle forze politiche più conservatrici, un cedimento verso l’occidentalizzazione del sistema legislativo del Paese.

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