Quel pressing di Macron su Moody's per evitare il collasso italiano

Emmanuel Macron avrebbe operato un pressing su Moody's per scongiurare una seconda bocciatura per i conti italiani

Quel pressing di Macron su Moody's per evitare il collasso italiano
L'agenzia di rating Moody's

Pare proprio che Emmanuel Macron abbia voluto evitare una bocciautra economica ad un alleato europeo strategico, che poi in questo caso saremmo noi, ossia l'Italia.

Il retroscena è questo: quando si è trattato di vagliare le condizioni dei nostri conti, il presidente francese avrebbe incalzato Moody's. Il fine? Evitare che anche questa agenzia di rating disegnasse un futuro nefasto per i fondamentali economici del Belpaese. Questo, almeno, è quanto si legge su Dagospia, che parla di un vero e proprio "input" proveniente dall'inquilino dell'Eliseso.

In questa fase, Italia e Francia stanno cercando di trovare la quadra per evitare che le nazioni del Sud del continente rimangano troppo indietro rispetto alle realtà del Nord europeo. Le stesse realtà che invece sembrano vivere la fase pandemica in maniera meno gravosa. E questo, come sappiamo, dipende anche dai singoli rapporti deficit/Pil. La spiegazione relativa alla pressione macronista, insomma, potrebbe nascondersi all'interno di un discorso strategico più ampio, che riguarda tanto gli strumenti economici straordinari da adottare quanto alcune logiche geopolitiche.

Comunque siano andate le cose e qualunque sia la ragione della volontà di Macron, Moody's ha scritto quanto segue nel suo rapporto: "Sebbene il coronavirus porterà a un forte shock economico che porterà il debito pubblico italiano a livelli record, il merito di credito resterà invariato vista la natura temporanea della crisi e alla luce dei bassi costi di finanziamento". La tempesta italiana, insomma, passerà. E questo anche grazie al fatto che la crisi dovrebbe essere breve dal punto di vista delle tempistiche. Un parere, quello della agenzia di rating, che dà speranza.

Il tutto va interpretato tenendo in considerazione quanto registrato invece da Standard & Poor's, che sull'avvenire del Belpaese pare decisamente meno ottimista. Il leader di En Marche!, insomma, avrebbe coadiuvato una compensazione dei giudizi. Se per quest'altra agenzia di rating, infatti, l'Italia sembra condannata alla recessione - Standard & Poor's ha fatto sapere che "L'inversione delle riforme e la volatile domanda esterna hanno spinto l'economia italiana alla recessione. Il debito pubblico è in aumento; il debito privato sta diminuendo. Stiamo confermando il rating sul debito sovrano dell'Italia a "BBB/ A-2" - Moody's, dal canto suo, ha pronosticato una parabola differente, che prevede sì una "dura contrazione nel primo semestre" ma anche "una ripresa a partire dal terzo trimestre con un forte rimbalzo nel 2021". Per la seconda agenzia di rating, semplificando, l'Italia soffrirà ma sarà in grado di ripartire.

Ora come ora, la palla è tra le mani degli attori di Bruxelles, che devono concordare la natura delle contromisure da porre in essere per evitare che gli effetti del Covid-19 sull'economia siano devastanti.

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