Ritorsione del Pakistan contro l'India: al bando i film di Bollywood

Contemporaneamente al divieto di ingresso nella nazione musulmana di "prodotti rappresentativi della cultura indiana", il piano varato da Islamabad prevede anche il blocco della trasmissione nel subcontinente dei programmi televisivi del Pakistan

Ritorsione del Pakistan contro l'India: al bando i film di Bollywood

Il governo del Pakistan ha deciso di spostare sul "piano culturale" lo scontro militare esploso in questi giorni con l'India.

Le autorità di Islamabad hanno introdotto, quale uleriore "ritorsione" per le incursioni aeree di Nuova Delhi nelle province settentrionali del Paese islamico, un "bando totale" nei confronti dei "prodotti multimediali" realizzati nel subcontinente. Tale strategia "protezionistica" dell'esecutivo pachistano, diretta a preservare le tradizioni nazionali da qualsiasi "contaminazione pianificata dall'India", si sviluppa infatti principalmente attraverso il divieto di diffusione nello Stato a maggioranza musulmana di film, libri e spot ideati nel gigante indù.

In base a quanto dichiarato dal ministro pachistano delle Telecomunicazioni, Fawad Chaudhry, il boicottaggio in questione colpirà in primo luogo l'industria cinematografica di Bollywood, nonché le case editrici e le agenzie pubblicitarie del subcontinente. L'iniziativa governativa in questione, mirante a "emendare" la cultura del Paese islamico dalla "propaganda di Nuova Delhi", risponderebbe, a detta dello stesso Chaudhry, all'esigenza di "non smettere di punire" l'esecutivo Modi per la sua volontà di "calpestare la sovranità" di Islamabad.

Contemporaneamente al divieto di ingresso nella nazione musulmana di "prodotti rappresentativi della cultura indiana", il piano varato dal ministro in questione prevede anche il blocco della trasmissione nel subcontinente dei programmi televisivi del Pakistan. Di conseguenza, per decisione di Islamabad, da oggi in poi i telespettatori indiani non potranno più assistere alle dirette dei tornei pachistani di calcio e cricket.

La reazione di Nuova Delhi non si è fatta attendere.

Le autorità del subcontinente hanno risposto alla ritorsione sul piano culturale varata da Islamabad introducendo, a carico degli attori originari della nazione islamica, il divieto di "lavorare per società televisive e cinematografiche indiane".

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