Siria, doppio attentato suicida a Damasco: è strage di civili

Due kamikaze si sono fatti saltare in aria nel palazzo di giustizia di Damasco, nel centro della capitale siriana, e in un ristorante nella zona nord-occidentale: oltre 31 i morti. Sei anni fa, nel Paese, iniziavano le rivolte contro Assad

Siria, doppio attentato suicida a Damasco: è strage di civili

Un kamikaze si è fatto esplodere nel palazzo di giustizia di Damasco, in Siria, uccidendo oltre 31 persone e ferendone diverse altre. Lo riporta l’agenzia di stampa siriana Sana, che ha reso noto come l’uomo, che indossava una cintura esplosiva, si sia fatto saltare in aria nel vecchio palazzo di giustizia della città, nel quartiere di al-Hamidiyeh, nel centro della capitale siriana, uccidendo molte delle persone che si trovavano all’interno dell’edificio. Il capo della polizia di Damasco, Mohammad Kheir Ismail, ha spiegato come l'uomo, che indossava un'uniforme militare ed era armato con un fucile e delle granate, è stato bloccato dagli agenti all'ingresso dell'edificio, ma alla richiesta degli uomini delle forze di sicurezza di perquisirlo, il kamikaze si è lanciato all'interno del palazzo e si è fatto esplodere.

Il bilancio della strage, purtroppo, è solo provvisorio. Fonti governative parlano di 31 morti accertati, mentre secondo l'Osservatorio siriano per i Diritti Umani le vittime sarebbero almeno 39. Lo stesso Osservatorio ha precisato che si tratta di almeno 24 vittime civili, e di 7 agenti di polizia, mentre delle altre ancora non si conosce l'identità.
Sul posto sono arrivate numerose ambulanze e vigili del fuoco. I servizi di sicurezza stanno isolando la zona, chiedendo ai passanti di allontanarsi, nel timore che possano verificarsi altri attacchi.

E un secondo attacco suicida, infatti, si è verificato poco dopo a Rabweh, nella zona nord-occidentale della città. Qui un secondo kamikaze si è fatto saltare in aria all'interno di un ristorante, provocando diverse vittime.

La nuova strage di civili nella capitale siriana arriva nel giorno del sesto anniversario dell'inizio del conflitto in Siria. Una situazione “disastrosa”, come l’ha definita oggi, intervenendo alla 34esima sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, l’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu a Ginevra, monsignore Ivan Jurkovic, che ha sottolineato come “sei anni di conflitto” indichino “il fallimento della comunità internazionale nel suo complesso”.

Ad Astana, in Kazakhstan, sono in corso nuovi colloqui sulla crisi siriana, promossi da Russia, Turchia ed Iran, Paesi garanti del cessate il fuoco in vigore da dicembre tra governo e opposizione, con la partecipazione della delegazione del governo di Damasco, guidata da Bashar al-Jaafari e dei rappresentanti dell'opposizione armata, attesi in serata nella capitale kazaka.

La settimana scorsa decine di pellegrini sciiti sono rimasti uccisi, sempre nella capitale siriana, in due attacchi suicidi, rivendicati dall'alleanza di gruppi jihadisti Tahrir al Sham.

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