Guerra in Ucraina

"Vaff...". Il sondaggio di Musk per la pace irrita l'ambasciatore ucraino

La ricetta in quattro punti proposta ai suoi follower dal Ceo di Tersla ha mandato su tutte le furie Andrij Melnyk

Un primo piano del magnate Elon Musk
Un primo piano del magnate Elon Musk

Un sondaggio per valutare quattro punti alla base di un accordo che possa favorire il cessate il fuoco in Ucraina: Elon Musk chiede direttamente ai suoi 107 milioni di follower su Twitter di stabilire se possa trattarsi o meno di una proposta valida, scatenando le ire dell'ambasciatore ucraino a Berlino Andrij Melnyk. Qui il sondaggio.

In attesa del processo in programma per il prossimo 17 ottobre, nel quale verrà stabilito se il Ceo di Tesla dovrà completare l'acquisizione da 44 miliardi di dollari del celebre social network, già accettata dalla società in data 25 aprile 2022, Musk ha deciso di condividere coi propri follower una soluzione al conflitto tra Russia e Ucraina, articolandola in quattro distinti punti.

Come da lui stesso scritto nel post pubblicato su Twitter, si dovrebbe partire col "rifare le elezioni delle regioni annesse sotto la supervisione delle Nazioni Unite. La Russia dovrà andarsene se questa è la volontà del popolo". Il secondo e il terzo passo sarebbero quelli di "riconoscere formalmente la Crimea come parte della Russia, come lo è stata dal 1783 (fino all'errore di Krusciov)", nonché di provvedere all'"assicurazione dell'approvvigionamento idrico in Crimea". Quarto e ultimo punto imprescindibile: "L'Ucraina rimane neutrale".

Nel primo punto, quindi, il Ceo di Tesla propone di effettuare nuovamente le votazioni nelle regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia sotto la supervisione dell'Onu, così da fugare ogni dubbio avanzato dall'occidente circa la loro validità. Nel secondo si fa riferimento alla cessione dell'oblast' di Crimea dalla Rsfs Russa (sotto il cui controllo la regione era dal 1783) alla Rss Ucraina, deciso dal Soviet Supremo dell'Unione Sovietica il 19 febbraio 1954. Nel terzo, invece, Musk pone al centro dell'attenzione dei propri follower un problema che da tempo affligge la Crimea, zona arida e per la quale è più che necessario un costante approvvigionamento idrico. Il quarto punto, infine, presuppone il fatto che l'Ucraina continui a stare fuori dalla Nato.

La replica stizzita

L'idea di Musk non ha fatto per nulla piacere all'ambasciatore ucraino di stanza a Berlino, che ha replicato in modo decisamente volgare sotto il tweet incriminato."L'unico risultato è che adesso nessun ucraino comprerà mai la tua ca**o di mer***a Tesla", ha sbottato infatti Andrij Melnyk. "Vaffa****o è la mia risposta molto diplomatica a te, @elonmusk", ha aggiunto in un secondo post.

Il tweet di Zelensky

Anche lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha voluto rispondere al tweet di Musk. "Quale Elon Musk preferite, quello che sostiene l'Ucraina o quello che sostiene la Russia?", ha chiesto a sua volta Zelensky su Twitter. Musk ha ricevuto anche una replica da Mykhailo Podolyak, consigliere presidenziale ucraino, il quale ha criticato la proposta dell'imprenditore di tenere una serie di referendum sotto egida Onu nelle aree occupate dalla Russia in merito alle preferenze della popolazione locale.

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