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Svelate le nuove monete inglesi: re Carlo III appare senza corona

Sono state svelate le nuove monete, che saranno in circolazione nel Regno Unito dal prossimo dicembre, con l’effigie di re Carlo III

Svelate le nuove monete inglesi: re Carlo III appare senza corona

Il periodo di lutto per la morte della regina Elisabetta è terminato. Il Regno Unito sta per entrare in una nuova epoca, guidato dal nuovo sovrano Carlo III. I cambiamenti sono già iniziati, a partire da uno in particolare tra quelli più evidenti: dal prossimo dicembre saranno in circolazione le nuove monete con l’effigie del re, che presentano un dettaglio degno di nota.

L’effigie di Elisabetta II

L’effigie della regina Elisabetta è, forse, la più conosciuta e la più rappresentata al mondo. Si trova, infatti, su 33 valute internazionali. Non solo: si calcola che oggi siano in circolazione 4,5 miliardi di banconote in sterline con il suo viso stampato sopra per una cifra totale di 80 miliardi di sterline. Era il 1960 quando il volto della sovrana iniziò a essere coniato sulle monete emesse dalla Banca d’Inghilterra dopo la sua nazionalizzazione, avvenuta nel 1946 (Caso ben diverso per i francobolli: il primo con l’immagine di Sua Maestà risale al ’52, l’anno dell’ascesa al trono). Per questo Elisabetta II, tra i suoi tanti primati, può annoverare anche quello di essere la prima monarca il cui volto si trova sulle banconote e sulle monete nazionali, diciamo così, della banca centrale fondata nel 1694.

Una curiosità per appassionati e collezionisti: la primissima immagine di Elisabetta su una banconota risale all’11 marzo 1935: la futura monarca era solo una bambina e la banconota in questione è quella da 20 dollari canadesi. Ora che la Regina non c’è più, come da prassi, il suo viso sarà sostituito con quello del nuovo re, Carlo III. Il 29 settembre 2022, la Royal Mint, cioè la Zecca britannica, ha svelato le nuove monete con la sua effigie.

Le nuove monete

Ѐ stato re Carlo III in persona ad approvare la foto da cui lo scultore Martin Jennings ha ricavato il ritratto che compare sulle monete in circolazione dal prossimo dicembre. “Ѐ l'opera più piccola che abbia mai realizzato”, ha detto Jennings, pensando anche al fatto che le sterline coniate “saranno tenute in mano da così tante persone”. Nelle monete il profilo di Carlo III guarda verso sinistra, mentre quello di Elisabetta II verso destra. Secondo la tradizione, infatti, il viso del nuovo sovrano deve essere rivolto dalla parte opposta rispetto a quella del suo predecessore. Inoltre c’è un particolare impossibile da non notare: il re non indossa la corona.

Per quanto riguarda le prime emissioni, si tratterà di una moneta commemorativa da 5 sterline e una da 50 pence con l’iscrizione in latino, “Charles III.D. G. Rex. F. D.”, ovvero “Re Carlo III, per grazia di Dio, difensore della fede”. Sul retro della prima saranno presenti due ritratti della regina Elisabetta disegnati da John Bergdahl. Sul retro della seconda, invece, compare il disegno già presente sulla moneta dell’incoronazione di Elisabetta nel 1953: gli emblemi dello stemma reale intervallati dai simboli dell’Inghilterra (la rosa), della Scozia (il cardo), dell’Irlanda del Nord (il trifoglio) e del Galles (il porro). Per le altre monete da un penny fino a due sterline dovremo aspettare l’inizio del 2023.

Naturalmente le monete che ancora recano il volto della regina Elisabetta continuano ad avere corso legale. Data l’enorme quantità (le monete con il ritratto della regina Elisabetta sono attualmente 27 miliardi) ancora in circolazione, il ritiro sarà graduale e si stima che ci vorranno circa due anni per completare l’operazione. Non è comunque, un fatto speciale, come chiarisce la Royal Mint, che si occupa di coniare monete con le immagini dei sovrani da 1100 anni: “Storicamente è comune avere monete in circolazione contemporaneamente con l’immagine di monarchi diversi”. Un’altra curiosità riguarda le cassette postali della Royal Mail che ancora recano le iniziali della sovrana, ER. A quanto sembra non verranno sostituite e, del resto, c’era da aspettarselo, visto che esistono ancora quelle con le cifre di Giorgio VI (GR).

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