Violentato al parco, caccia a due asiatici

Un 36enne è stato aggredito da due balordi sulla panchina di un parco di Rochdale, vicino Manchester. Salvato dall'intervento di una coppietta che ha messo in fuga gli aggressori

Violentato al parco, caccia a due asiatici

Aggredito e violentato al parco da due uomini: è successo in Inghilterra, nell’area metropolitana di Manchester. La vittima, 36 anni, è stata afferrata da uno dei suoi assalitori mentre l’altra ha iniziato a usargli violenza. Per sua fortuna, il 36enne inglese è stato salvato da una coppietta di passaggio che ha indotto alla fuga i due balordi.

L’episodio, come riporta la Bbc, è avvenuto intorno alle 18 e 30 di martedì scorso. L’uomo si era seduto su una panchina al Broadfiel Park di Rochdale, cittadina a ridosso del capoluogo di Manchester. A un tratto è stato avvicinato da due persone, a lui sconosciute. C’è stato prima un brevissimo scambio dialettico fra i tre, poi l’orrore: gli assalitori si sono divisi i compiti, uno s’è avventato contro al 36enne per tenerlo bloccato e l’altro ha iniziato a molestarlo sessualmente. Prima che l’aggressione potesse consumarsi del tutto, una coppietta che passeggiava nel parco s’è accorta che sta accadendo qualcosa di brutto e ha urlato all’indirizzo dei due balordi. Questi, scoperti, hanno lasciato a terra la loro vittima e si sono dati alla fuga.

Adesso, sulle loro tracce, ci sono gli uomini della polizia della contea di Greater Manchester. Hanno tracciato anche un primo identikit dei violentatori del parco. Sarebbero entrambi di origine asiatica, fra i 20 e i 30 anni, tutti e due di costituzione fisica robusta. Uno porta il pizzetto, l’altro è glabro. Il primo indossava vestiti scuri e scarpe rosse, il secondo indossava abiti da ginnastica con i pantaloni grigi.

I poliziotti, inoltre, cercano anche la donna e l’uomo che con la loro sola presenza hanno sventato il brutale attacco patito dal 36enne. La loro testimonianza potrebbe risultare decisiva per individuare e arrestare i violentatori del Broadfield Park.

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