Un mese e passa senza Formula 1 sta finalmente giungendo alla fine. La cancellazione delle gare previste in Arabia Saudita e Bahrain nel mese di aprile ha costretto le squadre ad una sosta fin troppo lunga, interrompendo lo sviluppo delle nuove monoposto. Le richieste di una sessione extra di test ufficiali sono state ignorate ma i tanti problemi emersi nelle gare di inizio stagione rimangono di fronte a tutti.
Mentre gli appassionati discutono online sull’incerto futuro di Max Verstappen e su un suo possibile approdo a Maranello se Hamilton dovesse appendere il casco al chiodo, la Fia ha proposto una serie di modifiche tecniche per risolvere alcune questioni importanti. Vediamo quali sono questi cambiamenti e quali aspetti delle gare di Formula 1 potrebbero risolvere.
Tante modifiche, poco tempo
Le prime tre gare della stagione hanno portato alla luce problemi nelle nuove vetture di Formula 1 talmente enormi da causare una mezza rivolta tra gli appassionati delle competizioni a ruote scoperte. Molti piloti, Verstappen e Alonso in testa, hanno protestato vivamente per l’eccessiva importanza della gestione dell’energia, il cui utilizzo rende spesso fin troppo semplici i sorpassi e falserebbe le qualifiche. La serietà del problema si nota dal fatto che alla riunione virtuale di lunedì 20 hanno partecipato la Fia, la Formula One Management, i vari team principal ma anche gli ad dei produttori delle power unit. Il comunicato fatto uscire nella serata di lunedì parla di un accordo su una serie di modifiche al regolamento che sarà sottoposto alla votazione del World Motor Sport Council il prossimo 27 aprile, in tempo perché siano in vigore già nel weekend del Gran Premio di Miami.
L’unanimità è stata raggiunta dopo due settimane di discussioni tra i vari dipartimenti tecnici con l’obiettivo di ridurre l’impatto di alcuni dei fenomeni più dannosi per lo spettacolo e la sicurezza dei piloti senza stravolgere da zero la filosofia della Formula 1. Molte delle modifiche proposte sono estremamente tecniche ma si concentrano in gran parte sull’energy management. In qualifica, ad esempio, la riduzione della ricarica massima da 8 a 7 MJ ridurrà l’importanza del boost elettrico, riducendo il cosiddetto superclipping a circa 3 secondi a giro. L’aumento della potenza di picco da 250 a 350 kW ridurrà il tempo della ricarica, consentendo ai piloti di concentrarsi sulla guida invece che fare calcoli: interessante, poi, l’aumento delle gare dove la potenza elettrica potrà essere ridotta da 8 a 12, così da evitare distorsioni macroscopiche alla dinamica delle gare.
Più sicurezza, meno sorpassi “falsi”
La riduzione della potenza massima per il Boost in condizioni di gara a 150 kW dovrebbe evitare quei grossi sbalzi dal punto di vista delle prestazioni che hanno causato a Suzuka il terribile incidente a Lance Stroll. Sulla stessa falsariga la decisione di limitare la potenza della MGU-K a 250 kW nelle zone al di fuori delle frenate, dell’uscita dalle curve o dalle zone di sorpasso. L’intenzione sembra quella di ridurre il differenziale di velocità dovuto alla ricarica delle batterie senza rendere i sorpassi ancora più difficili o ridurre in generale le prestazioni delle monoposto. L’attenzione alla sicurezza si nota anche dal previsto aumento delle temperature delle coperte termiche per le gomme intermedie, modifica richiesta dai piloti per migliorare il grip già dai primi giri sul bagnato.
Altrettanto importante la riduzione dell’impatto dell’ERS, il sistema di recupero dell'energia, in condizioni di bagnato: limitare la coppia di questo componente dovrebbe aiutare ad evitare testacoda e fuori pista. Per risolvere il problema delle vetture troppo lente in partenza, si è deciso di introdurre un nuovo sistema che, quando la monoposto accelera troppo piano, attiva la MGU-K per evitare incidenti con le altre vetture. Si è anche deciso di attivare delle luci di emergenza per avvisare gli altri piloti in tempo, così da consentirgli di evitare l’ostacolo in pista.
Tante modifiche, forse troppe per essere implementate senza problemi nei pochi giorni che ci separano dal ritorno in pista della Formula 1 nel weekend del 3 maggio a Miami. D’altro canto, però, i problemi visti nelle prime gare sono talmente tanti e talmente gravi da costringere a misure straordinarie per porvi rimedio.