Muri-opere d’arte in ogni zona E c’è anche quello di Triboniano

C’è anche la muro di cinta che divide il campo nomadi di via Triboniano dalla stazione nord tra le nove «tele» che i Comune affiderà a writers perché raccontino con le bombolette spray «La città che vorrei». É il tema su cui gli street artists selezionati da Palazzo Marino potranno dare libera forma alla fantasia. E nella muraglia vicino alla favelas sempre al centro delle polemiche avranno a disposizione circa mille metri quadrati. Il progetto «Walls of fame» partirà a luglio: i luoghi degradati, uno per zona, sono stati scelti su indicazione dell’Amsa che spende forze e molto denaro per ripulire i muri della città dagli scarabocchi dei graffitari. Questa volta, è il senso dell’operazione, è il Comune a chiedere (e pagare con mille euro a testa) ad artisti già affermati - che non sporcano ma creano vere e proprie opere d’arte - un aiuto per rendere un servizio alla città e creare un vero e proprio circuito artistico da mettere sulla mappa dei luoghi da visitare. Le prime location scelte dal Comune insieme a Gisella Borioli, oltre a via Triboniano sono il sottopasso di via Sapri (lungo circa 15 metri), quelli di viale Cassala e di viale Monza, il Cavalcavia Bacula, via Monte Ceneri, la stazione Lambrate, via Palmanova e il muro di cinta di via Ludovico il Moro. Invitati al progetto solo writers senza guai con la legge: Marzia Formosa (in arte Nais), Ivan (Tresoldi) detto il poeta che potrebbe scrivere su un muro la poesia più lunga del mondo, Pao alias Paolo Bordino, Ozmo al secolo Gionata Gesi, TvBoy (Salvatore Benintendo), Lorenzo Argenziano che si firma Santy, Marco Campori che è «El Gato Chimney», il «Microbo» Roberta Introvaia, «Bo130» Roberto Guidotti e Kayone alias Marco Mantovani. Ma sarà un work in progress, potranno aggiungersi via via nuovi luoghi nel circuito della rassegna d’arte di strada a cielo aperto. Gli artisti dovranno firmare un regolamento che li impegna a rispettare la città e gli spazi pubblici ma avranno anche una targa su ogni muro ridipinto in città.

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