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“Angeli della pace, proteggete i miei cari”: Noa bloccata a Firenze canta in chiesa

La cantante israeliana arrivata a Firenze è rimasta temporaneamente bloccata in Italia dopo l’attacco all’Iran. Sui social ha condiviso un video girato nella chiesa di San Salvatore al Monte mentre canta una tradizionale canzone dello Shabbat, accompagnato da un messaggio di preghiera per la sua famiglia e per tutte le persone innocenti coinvolte nei conflitti

“Angeli della pace, proteggete i miei cari”: Noa bloccata a Firenze canta in chiesa
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Un momento di musica e raccoglimento nel cuore di Firenze, ma anche di grande preoccupazione per ciò che sta accadendo nel mondo. La cantante israeliana Noa si trova nel capoluogo toscano per lavoro, ma gli ultimi sviluppi della situazione internazionale l’hanno costretta a rimanere in Italia più a lungo del previsto.

L’artista ha condiviso sui social un video registrato all’interno della chiesa francescana di San Salvatore al Monte, dove intona una tradizionale canzone dello Shabbat. Un gesto semplice ma carico di significato, accompagnato da un messaggio rivolto ai propri cari e a tutte le persone coinvolte nei conflitti.

Il video in chiesa

Nel filmato pubblicato su Facebook, Noa canta una melodia della tradizione ebraica all’interno della chiesa situata sulle colline che dominano Firenze. Il video è accompagnato da parole che esprimono preghiera e speranza in un momento difficile.

“Angeli della pace, proteggete i miei cari. Anche se è una chiesa, ma i miei angeli sono con me ovunque. E ora, più che mai. Sereno e sereno sabato, presto ci abbracceremo”. Nel post la cantante spiega anche di vivere questo momento lontana da casa, definendo la sua permanenza in Italia una sorta di esilio temporaneo. Dal mio ‘esilio’ a Firenze”, scrive, “pregando che proteggano la mia famiglia e tutte le anime innocenti”.

A Firenze per il festival Re-Imagine Peace

La presenza della cantante in città è legata al lavoro per il festival Re-Imagine Peace, una rassegna artistica e culturale prevista per il prossimo luglio a Firenze. Il progetto nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di dialogo tra artisti israeliani e palestinesi, utilizzando la musica e l’arte come strumenti di confronto e di costruzione della pace. Un tema che da anni è al centro dell’impegno artistico e civile di Noa, che ha spesso promosso iniziative di dialogo tra culture e popoli diversi. Il festival punta proprio a riunire voci provenienti da contesti differenti, in un momento storico in cui il confronto e la convivenza sembrano sempre più difficili.

Bloccata in Italia dopo l’attacco all’Iran

La cantante sarebbe dovuta rientrare in Israele, ma gli sviluppi della crisi internazionale dopo l’attacco all’Iran hanno complicato i suoi piani di viaggio. Secondo quanto riportato da Repubblica Firenze, l’artista è rimasta temporaneamente bloccata nel nostro Paese. In un’intervista al quotidiano ha spiegato di sperare comunque di poter tornare presto a casa.

“Per fortuna, se tutto va bene, tornerò a casa martedì di notte con un volo da Roma a Tel Aviv. È pericoloso, ma preferisco stare con la mia famiglia anche se giorno e notte bisogna nascondersi nei rifugi”. Parole che raccontano la paura e l’incertezza vissute in queste ore, ma anche il forte desiderio di ricongiungersi con i propri affetti.

“La situazione in Israele è molto brutta”

Nell’intervista, Noa ha parlato apertamente della situazione nel suo Paese, definendola “molto brutta”. L’artista ha raccontato anche la reazione avuta quando ha appreso dell’attacco.“Mi sono sentita male quando ho saputo dell’attacco”. Secondo la cantante, però, ciò che rende ancora più difficile accettare la situazione è la sensazione che un’escalation fosse in qualche modo prevedibile. “La cosa più difficile da ammettere è che lo sapevo. Le persone come me, che hanno dimostrato contro il governo autoritario israeliano, sapevano che l’ultima carta di Netanyahu per salvarsi sarebbe stata la guerra”.

La critica ai leader mondiali

Noa ha espresso anche una forte critica verso la politica internazionale e verso i leader che, secondo lei, stanno contribuendo a rendere il mondo sempre più instabile. “È un gioco politico più grande del conflitto tra Israele e Iran. È un incubo per noi”. La cantante ha rivolto poi un pensiero anche alla popolazione iraniana, sottolineando la preoccupazione per le conseguenze della guerra sulle persone comuni.

“Preghiamo per le persone in Iran, che saranno libere dal regime, ma le loro vite sono in pericolo”. Infine, un’amara riflessione sulla situazione globale.“Sento che siamo nelle mani di leader che danno le nostre vite per scontate, in Russia, Iran, Cina, negli Stati Uniti. Sono molto arrabbiata”.

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